L’arrivo della Digos a Palazzo Zanca ha certificato l’interesse della Procura per le attività del Consiglio Comunale: il dossier “Gettonopoli“, com’è stato immediatamente ribattezzato dai media, è finito sotto la lente d’ingrandimento delle autorità inquirenti, chiamate a verificare l’esistenza di anomalie o di comportamenti illeciti.
Intanto, però, sotto il profilo amministrativo si è registrata la prima svolta: sbarcherà in città Angelo Sajeva, un funzionario della Regione incaricato di accertare, tramite attività ispettiva, l’esistenza di atteggiamenti impropri operati da chi siede nelle istituzioni. La scelta è maturata a Palermo, sulle scorta delle pressioni ricevute in seno all’Assessorato delle Autonomie locali. Sajeva, dunque, avrà sessanta giorni di tempo per valutare i fatti: successivamente dovrà rendicontare le ragioni dello scandalo e se esso è o meno destituito di fondamento.
La notizia è stata accolta con serenità dagli esponenti dell’aula consiliare. Qualcuno si è spinto addirittura oltre, evidenziando come adesso si potrà far luce sul lavoro “eccellente” svolto dal consesso civico. Sarà, certo è che l’assidua presenza dei consiglieri, diventata un crescendo dopo il dimezzamento del gettone di presenza, desta non poche perplessità. Il nodo, come abbiamo spiegato in passato, è legato al concetto di “effettiva partecipazione” da parte degli eletti, impegnati non solo nelle sessioni ufficiali, ma anche nelle rispettive commissioni.
Intanto a Siracusa, dove la bufera politica rischia di diventare presto una tempesta giudiziaria, viene messa all’ordine del giorno la riduzione dei costi della politica. Che sia un esempio da seguire?


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