Le difficoltà generate dalla rimodulazione dello scorso agosto sono state superate: i 36 lavoratori di Casa Serena, tagliati fuori in precedenza, hanno ritrovato il proprio posto grazie all’impegno profuso dalle parti sociali e dall’assessore Nino Mantineo. Non è tutto oro ciò che luccica però: in tal senso l’Or.S.A. ha indirizzato una lettera all’esponente della Giunta, evidenziando come il percorso virtuoso che si è concluso non chiude ipso facto la vertenza occupazionale. “Dopo vent’anni di servizio prestato a Casa Serena, liquidati speditamente a causa del pressapochismo amministrativo, i lavoratori hanno il diritto di recuperare la completa continuità occupazionale“, afferma la segretaria regionale Francesca Fusco. “Se così non fosse – prosegue – sarebbe un regresso dello status quo ante, si renderebbe concreta una condizione penalizzante rispetto a quelli che c’erano prima“. Da qui la conclusione: “L’Amministrazione Comunale ha l’obbligo di rispettare l’accordo siglato con i sindacati il 30 luglio 2014 e garantire la totale continuità occupazionale inserendo il servizio nel Piano di Zona che la Regione ha rimandato al mittente a causa delle criticità sollevate, sfruttando le eventuali clausole di tutela per ricollocare i lavoratori in altri servizi e in caso di scorrimento della graduatoria di Casa Serena favorire il rientro dei lavoratori nella struttura di Montepiselli“.
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