Stamane, presso la sede del Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, si è cercato di far luce su un problema sociale divenuto ormai sempre più diffuso in Calabria, ma anche in tutta Italia: il gioco d’azzardo. A tale scopo, Fipac e Confesercenti all’unisono hanno organizzato il convegno “Il gioco d’azzardo non ha età”, durante il quale sono intervenuti il Presidente nazionale Fipac, Massimo Vivoli, il direttore Lino Busà, il Presidente provinciale Fipac Pasquale Visconte, la d.ssa Caterina Destefano, del dipartimento prevenzione dell’ASP RC e il Presidente Confesercenti Calabria, Nino Marcianò.
La Calabria, e questo è un dato su cui riflettere, è la seconda regione del Sud dove si gioca, con il 55% di giocatori, ossia più di un milione; l’Italia, invece, è il paese d’Europa dove si gioca di più e dove si contano 32 milioni di giocatori: per questo, si colloca al terzo posto nel mondo.
Cifre esorbitanti, attestate anche dal Libro Blu dell’azienda del Monopolio di Stato, in cui si conferma che la nostra regione si colloca un punto in più sopra la media nazionale, con 186 milioni di euro giocati nel 2012, 814 euro a persona.
Ma chi sono i soggetti più colpiti da questa patologia? Senza dubbio gli anziani, che secondo quanto si è trasmesso durante l’incontro odierno, solo in Calabria sono circa 392 mila, e di questi la fascia più a rischio ludopatìa è quella compresa tra i 65-75 anni. La ludopatìa, si deve specificare, è un fenomeno che conta sempre più vittime, aggravato e incrementato dalla crisi nazionale.
Sempre secondo i dati comunicati stamane, in Calabria sono 60 mila gli anziani vittime di questa “malattia”, facendo un distinguo tra 48 mila casi problematici e 12 mila patologici; nella provincia di Reggio, in particolare, gli anziani vittime del gioco sono 15 mila, di cui 2500 solo a Reggio Calabria.
“Bisogna intraprendere delle iniziative per i pensionati – ha affermato Pasquale Visconte – produrre un’azione politica per la ricomposizione sociale di questo tessuto”.
Una cosa, pensata e dichiarata dal Presidente provinciale Ficap, con cui concorda appieno anche il Presidente nazionale della Fipac, Massimo Vivoli, in prima linea nel contrasto di questo fenomeno:
“Il gioco d’azzardo – dice Vivoli – talvolta crea serie problematiche all’interno del nucleo familiare, che vanno ad aggiungersi con tanti altri problemi esistenti al giorno d’oggi. Il nostro impegno nello studio di questo fenomeno – continua Massimo Vivoli – ha fatto emergere, tra le altre cose, la fuga degli anziani all’estero, dove le cure sono meno costose rispetto all’Italia. Qualcosa di buono si sta già facendo, come qui a Reggio Calabria: l’ordinanza numero 53, emessa dalla Commissione Straordinaria, obbligherà le sale gioco cittadine a chiudere alle 22.00 (con orario d’apertura alle 10.00 del mattino); stessa cosa per i bar e gli altri esercizi commerciali dotati delle ‘macchinette’”.
Attraverso l’ordinanza suddetta si spera che si possa diffondere la cultura della moderazione, anche facendo “rete” – cosa che stamane è stata ribadita più e più volte – tra i vari organi, quali l’Asp, la Questura, le Associazioni e le categorie economiche di settore. Il tutto viene rivolto a qualsiasi tipo di gioco che può essere definito “d’azzardo”, come i “Gratta & Vinci”, le scommesse online, le scommesse sportive, le slot machine e altre apparecchiature che sono la base del gioco d’azzardo illegale.
La sanzione, prevista sempre dall’ordinanza della Commissione Straordinaria, per l’esercente che qualora violasse queste regole, potrebbe essere la sospensione della licenza da uno a sei mesi; il corpo di Polizia municipale sarà impegnato nel controllo di tutte le suddette attività.
“Il gioco d’azzardo – prosegue il Presidente nazionale della Fipac, Massimo Vivoli – oltre al danno che causa ai soggetti colpiti, e alle persone che li circondano, è divenuto ormai un ‘affare’ per lo Stato, che ha incassato da questo circa 8-9 miliardi; inoltre – continua Vivoli – il prodotto del gioco d’azzardo rappresenta un ulteriore introito per la criminalità organizzata. Il gioco si è ormai fatto ‘impresa’. Bisogna dire alla politica di fare la sua parte, che si faccia ‘rete’ tra Istituzioni, Enti e Associazioni di categoria; ridiamo al gioco il suo aspetto ludico! Un primo passo da attuare in tal senso – conclude Vivoli – potrebbe essere quello di togliere definitivamente le slot machine. Noi tutti, qui presenti, ci impegneremo a diffondere in tutta Italia l’iniziativa di Reggio; chiederemo al Ministro della Sanità, con il quale ci incontreremo prossimamente, di investire parte dei 50 milioni di euro previsti nella legge di stabilità in questo impegno, che deve essere comune”.
Ed è un impegno comune, “corale”, quello che stamane si è dimostrato, anche grazie alla presenza della d.ssa Caterina Destefano, del dipartimento prevenzione dell’ASP RC: l’Asp di Reggio Calabria, infatti, ha analizzato a fondo la problematica del gioco d’azzardo in città, attestando che la dipendenza dal gioco negli ultimi anni ha raddoppiato i propri numeri.
“Noi come azienda – ha dichiarato la d.ssa Destefano – siamo disponibili per qualsiasi forma di collaborazione”.
Ma ritorniamo ai dati: secondo uno studio di Fipac Confesercenti, su 7 milioni di pensionati tra i 65 e i 75 anni, si stima che i giocatori siano 1 milione e 700 mila, tra cui 1 milione e 200 mila casi problematici (quelli cioè che hanno uno scarso controllo del gioco), e 500 mila casi patologici. In tutto, gli anziani giocano 5,5 miliardi di euro, circa 3.200 euro l’anno e 266 euro al mese.
Questi dati si rendono molto più sconcertanti se vengono commisurati al valore delle pensioni: il 42% dei pensionati vive con meno di 1000 euro al mese, e si scende al Sud, con 876 euro.
Le persone maggiormente a rischio sono tutti coloro a cui sono riconducibili due fattori ritenuti “comuni”: la solitudine e la precarietà economica; si aggiungono a questi, anche il malessere che molti anziani provano al momento del distacco dal proprio lavoro, tra la fase lavorativa e quella della pensione.
Le donne, invece, fanno parte di un’altra categoria sociale anch’essa molto colpita dalla dipendenza al gioco d’azzardo: iniziano a giocare in età adulta, considerando il gioco stesso come una fuga da situazioni dolorose, un modo attraverso cui interrompere la monotonia quotidiana, oppure la solitudine.
“Gli anziani vanno tutelati – esordisce Antonino Marcianò, Presidente Confesercenti Calabria – sono i tutor della società futura, perché ricordiamoci che il gioco d’azzardo è un problema che riguarda anche la fascia giovanile: molte sale gioco, infatti, si trovano a pochi passi dagli Istituti scolastici.
La Calabria su questo fronte – prosegue Marcianò – si è mostrata attenta. Noi crediamo che con una società migliore anche la Calabria diventerà migliore”.
“Dobbiamo intervenire sulle persone – aggiunge a quanto detto da Marcianò, Lino Busà – al di là della semplice denuncia. Dobbiamo promuovere socialità e sobrietà. In Toscana, ad esempio, abbiamo organizzato un seminario di formazione con i nostri soci, finalizzato a capire come approcciarsi alla problematica, alle persone colpite da questa problematica”.
Impegno, dedizione, volontà, tutte qualità messe in campo anche da Giovanni Sgrò, di Soverato, componente della Fipac, che stamane ha cercato di far capire come il gioco d’azzardo possa provocare gravi conseguenze anche sui giovani. Attraverso un video, infatti, ha mostrato come le scommesse sportive, ad esempio, stiano “rubando l’anima” alle giovani generazioni.
“I genitori – afferma Giovanni Sgrò – sono quasi sempre consapevoli, contenti quando il figlio vince, non considerando, così, le ricadute sociali per il futuro di quel ragazzo. Il problema – e lo specifica Sgrò – non è solo di Reggio, ma è trasversale in tutta Italia!Facciamo qualcosa!”.
“Dateci una mano – dichiara Marcianò alla fine del convengo – saremo una spina nel fianco per le amministrazioni: si deve arrivare ad una fine positiva. Vivoli – dice rivolgendosi al Presidente nazionale Fipac – in questo sta spendendo credibilità e impegno”.
Proprio per tale ragione, come degna conclusione dei lavori della giornata, lo stesso Antonino Marcianò consegna una targa di riconoscimento a Massimo Vivoli, con tutta la voglia che la “battaglia” contro la ludopatìa possa continuare a dare i frutti sperati.










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