Si è da poco conclusa la cerimonia di intitolazione della via Mantova di Reggio Calabria (una parallela del Viale Calabria) al Generale Giuseppe Chirico, un uomo che in passato ha dato tanto alla sua terra d’origine, Reggio, e a tutta la Nazione. Il generale, infatti, è partito proprio da Reggio, dove ha vissuto i suoi primi anni di vita e da dove, dopo il conseguimento, nel 1899, del diploma di Ragioniere all’Istituto cittadino “Piria”, presso cui merita la “Menzione Onorevole Generale”, e in seguito a vari titoli e onorificenze ottenute presso la Scuola Militare di Modena, ha iniziato la sua carriera per poi prendere parte alle principali campagne militari della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1942 viene promosso Tenente Generale; nel 1965 muore a Milano dopo una breve malattia.
E proprio per ricordare quest’uomo, stamane, si sono riuniti, lungo la via Mantova, i vertici di tutte le Forze dell’Ordine. Alla presenza della stampa e di alcuni cittadini “incuriositi” dall’iniziativa, si è assistito dapprima al “racconto” della vita di Giuseppe Chirico, un resoconto generale dei suoi meriti, sia di vita che di carriera militare, e poi ai vari interventi.
A prendere per primo la parola, il Prefetto di Reggio Calabria, Gaetano Chiusolo: “Giuseppe Chirico – ha detto – è stato un uomo che ha perseguito la democrazia, la libertà e la legalità. Noi che rappresentiamo le istituzioni dobbiamo e vogliamo fare lo stesso”. Sempre Chiusolo, una volta terminata la cerimonia, ha dichiarato allo stampa che “È sempre un piacere prendere parte ad occasioni come quella di oggi, che rendono onore a uomini che a loro volta hanno reso onore alla Nazione. Su questa scia – ha proseguito Chiusolo – lancio un invito ai cittadini: per voi e per la vostra città guardate sempre al futuro, dando uno sguardo anche al passato e a uomini come il Generale Chirico”.
“Questa città – parole del Tenente Generale dell’Esercito, Giuseppe Fabbri – deve tanto all’operosità storica dei suoi cittadini”. E nel citare una nota frase di Dostoevskij, Fabbri continua a dire: “Un ricordo sacro conservato negli anni è forse la migliore educazione. Giuseppe Chirico – ha affermato il Tenente Generale alla stampa – era un uomo curioso, innovativo per i suoi tempi”. Nel concludere, poi, il suo intervento in ricordo del Generale Chirico, Fabbri esclama: “Viva Reggio, viva l’Esercito e via l’Italia”.
E non poteva di certo mancare, stamane, un componente della famiglia Chirico, o almeno un suo rappresentante: Armando Nunnari, infatti, ha preso parte alla cerimonia leggendo alcune dichiarazioni del figlio del Generale, il Professore Mario Chirico: “Ho quasi 94 anni – legge Nunnari – e per questa ragione, e dietro il caldo invito della mia famiglia a non presenziare all’evento odierno, non sono potuto essere qui oggi, ma ho voluto comunque ricordare l’attaccamento di mio padre alla terra di origine, un attaccamento che ha conservato negli anni, nonostante abbia viaggiato per tutto il mondo. Per 45 anni mio padre ha servito la Patria con fedeltà e onore ed anche io, nella mia professione di medico, ho voluto portare avanti i suoi insegnamenti, basati sul rispetto del dovere”.
È con queste parole “affettuose”, da figlio, che è terminata la cerimonia, conclusasi con un minuto di silenzio di tutti i presenti, sull’attenti, e non letteralmente, al suono della tromba dell’Esercito.













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