Che l’Amministrazione comunale non brilli per puntualità, è cosa nota ai nostri lettori. E se è vero il famoso motto andreottiano, “a pensar male si fa peccato ma s’indovina quasi sempre“, allora potrebbe avere ragione il presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile, nell’esternare un atroce sospetto: dietro la tempistica “da ultima spiaggia” si ha l’impressione che vi possano essere “verità sottaciute non utili al disegno della politica stessa“. Un’accusa che Signorino ha rispedito al mittente, dopo aver iniziato la polemica accusando il consesso civico di essersi esposto in maniera strumentale contro il tentavio della Giunta di coprire i debiti dell’Ato3. Denunciando, pertanto, la possibile rivalsa legale dei creditori, Signorino ha voluto ribadire l’importanza di non arginare l’attività deliberativa di Palazzo Zanca. Ma quelle che per il vice-sindaco appaiono inutili dilazioni sono, per Barrile, tempi certi entro cui “comprendere le ragioni giuridiche e di merito sotto il profilo del reale soddisfacimento di un pubblico interesse“.
Messina, ostruzionismo in Aula? Botta e risposta tra Signorino e Barrile


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