Carmelo D’Amico, ex capo degli esecutori di Cosa Nostra, barcellonese pentito, ha aperto uno squarcio sulla morte di Beppe Alfano, il giornalista de La Sicilia assassinato a colpi di pistola il 9 gennaio del ’93. Parlando di fronte ai sostituti procuratori Giuseppe Verzera, Vito Di Giorgio e Angello Cavallo, D’Amico ha drasticamente smontato le poche certezze su cui le autorità inquirenti poggiavano le loro tesi. Egli avrebbe infatti rivelato che a crivellare il giornalista non fu Antonio Merlino, ma un’altra persona. Il clan barcellonese sarebbe stato l’anello di congiunzione fra gli interessi delle famiglie catanesi e palermitane. Tanto è bastato agli uomini della Dda per implementare le pagine del Dossier “Alfano Ter”.
D’Amico collabora: nuove luci sull’omicidio Alfano


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