“Non si può pensare di dismettere il Punto Nascita dal Piemonte dove i parti annui sono circa 1000 rispetto ai 350 del Papardo, gli accessi di pronto soccorso pediatrico circa 5000 e di pronto soccorso ostetrico circa 4000, oltre i 32 mila accessi al Pronto Soccorso Generale. Siamo convinti però che anche Messina Nord necessita di un punto di riferimento ostetrico”. Cisl e Uil non fanno un passo indietro rispetto alla revisione delle strutture ospedaliere cittadine e rispediscono al mittente qualsiasi tentativo di mediazione fra i tagli imposti dal governo, i desiderata della regione e le raccomandazioni del dg Vullo.
“La cosa inquietante – scrivono i responsabili della funzione pubblica delle due sigle sindacali – è che i pensatori politici della città, forse senza conoscere i dati, propongono di cedere di fatto il Piemonte all’Irccs (l’Istituto Neurolesi) per fare un centro di parcheggio per anziani e fasce deboli della popolazione assorbendosi tutto il personale”. Un duro attacco alla proposta elaborata da Giuseppe Picciolo e sposata dal deputato regionale Nino Germanà.
Di diverso avviso è Clara Crocè, segretaria della FP-Cgil. Plaudendo alla chiarezza fatta dall’azienda all’indomani dell’incontro con l’Assessore Borsellino, la sindacalista spiega: “Apprendiamo favorevolmente dell’istituzione di una Commissione, così come suggerito dall’Assessore stesso, che avrà il compito di preparare un piano industriale del Piemonte, coinvolgendo nel processo decisionale virtualmente tutta la cittadinanza attraverso le forze sociali e tutti gli attori principali senza dimenticare il Sindaco. (…) E’ un segno di grande democrazia, una vera rivoluzione; infatti per la prima volta le forze sociali e le associazioni dei cittadini e il Comitato Salviamo l’Ospedale Piemonte saranno coinvolte nel processo decisionale”.


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