Insussistente il reato di violenza privata ai danni della dottoressa Simonetta Bonomi? A Vittorio Sgarbi replica, con argomenti tecnico-giuridici e con un conclusivo filo d’ironia che evoca la Gioconda, il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale della Calabria Aurelio Chizzoniti, che, in premessa, spiega: “Soltanto per il gusto dell’arte giuridica puntualizzo alla cultura sovrana dominata da una ossessione per il profitto che la consumazione del reato di violenza privata è possibile anche attraverso il meccanismo della c.d. coazione relativa o vis compulsiva nel cui contesto dottrina e giurisprudenza ormai da tempo considerano violenza non soltanto l’impiego di energie fisiche sulle persone, sulle cose esercitata direttamente ‘vis corporis corpori data’, ma anche qualsiasi altro mezzo idoneo a coartare la volontà del soggetto passivo. Introducendo il concetto di violenza impropria perpetrata attraverso il ricorso ad ogni altro mezzo adeguato a produrre l’effetto coartante, non foss’altro perché la norma tutela anche la libertà morale del soggetto passivo con riferimento sia al momento della formazione della volontà, che a quello dell’attuazione della stessa. In quest’ottica – argomenta il presidente Chizzoniti – è sufficiente richiamare la conferenza stampa convocata dal duo Maroni-Sgarbi in data 20 agosto 2014, laddove il Prof. ha affermato: ‘chi si oppone, al (trasferimento) é senza cervello e rompe i c…’; nonché ‘se questi continuano denuncio la sovrintendente per danno alle opere d’arte attraverso un restauro non necessario’; l’indecente metafora utilizzata dal prof. Sgarbi e pubblicata dal Corriere della Sera in data 25 agosto secondo la quale ‘i Bronzi ancorché delicati non potranno esserlo più della principessa sul pisello’. Bullismo culturale allo stato puro; ancora, le giaculatorie recitate dal prof. Sgarbi anche ieri, 3 settembre, andante nel corso di una trasmissione radiofonica di respiro nazionale, ove i colonizzatori di turno hanno dissertato – senza contradditorio – di Giunta regionale e di ‘ndrangheta, assumendo, altresì, overdosi di invidia sociale perché i Bronzi sono stati trovati nel mare della Calabria. Riproponendo – inoltre – un inimitabile Prof. Sgarbi che, spoglio dalla tentazione dell’orgoglio culturale-commerciale, aperto all’irruzione della grazia divina salvatrice (Bruno Zanardi) ha continuato, tutt’altro che socraticamente, a considerare i Bronzi quali mortadelle da imballare con spesse cinghie: ‘Omnia vincit pecunia’. Spero, quindi – conclude il presidente Chizzoniti – che il supercritico trovi il tempo per querelarmi, perché proverà ‘sì come sa di sale lo pane altrui, é come e duro calle lo scendere ‘l salir per l’altrui scale’, in quanto le aule della giustizia penale non sono quelle del Ministero governato dal binomio Franceschini-Ceci. Entrambi romagnoli come Sgarbi. Mentre, in conclusione, sarebbe interessante capire perché all’Expo 15 non arriva la Gioconda che, guarda caso, da quarant’anni non si muove dal Louvre”.




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