Dopo cinque giorni di sciopero, le acque non si sono calmate: continua a spirare un vento di tempesta fra i dipendenti del Consorzio addetti alla riscossione dei pedaggi ed il presidente Faraci. Un timido tentativo di confronto fra le parti c’è stato, ma i risultati – lungi dall’essere positivi – hanno condotto la trattativa su un binario morto. I problemi legati agli aspetti contrattuali degli operatori restano sul tavolo, coi sindacati che si dicono pronti a continuare la protesta ad oltranza, senza escludere l’occupazione della sede del Consorzio.
Messina, lo sciopero dei dipendenti Cas va avanti


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