Reggio, accoglienza straordinaria per il Gay Pride: adesso una notte di festa [FOTO]

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securedownload (2)E’ iniziato oggi pomeriggio pochi minuti dopo le 17 il Gay Pride di Reggio Calabria, attesissimo evento che chiude l’Onda Pride di quest’estate nelle principali città italiane. Alle 17 il concentramento alla Villa Comunale con la performance collettiva di body painting. Tra i primi ad arrivare gli esponenti della CGIL con alcuni adesivi sulle magliette in cui si legge “siamo qui per l’amore, perchè l’amore dicono non ha sesso“.

gay16In tanti con il body painting si sono disegnati sul corpo l’arcobaleno simbolo del pride. “Per me il pride è vita ed esperienza“, “per me invece gioia, giustizia e felicità” affermano durante il corteo alcuni dei manifestanti. Tripudio di colori all’inizio della sfilata sul corso Garibaldi.

Non ci sono solo persone omosessuali ma anche molti etero, donne e bambini a sostegno dei diritti dei gay. Una ragazza incinta sfila con sulla pancia l’adesivo del pride.

gay17Il furgoncino che guida il corteo è ricoperto da manifesti appellativi del tipo “alcune persone sono gay, fattene una ragione“. Tanta la curiosità tra i reggini, soprattutto tra i più giovani. Reticenza, invece, nelle persone più grandi. Nonostante le forze dell’ordine presenti a presidiare il corteo, tutto si sta svolgendo nella più normale regolarità. Anche i balconi del Corso sono stracolmi di curiosi, come se stesse transitando la processione di “Festa di Madonna”. Altri sul Corso passeggiano indifferenti rispetto a ciò che sta succedendo, altri si fermano incuriositi e chiedono cosa sia. Altri si fermano a fare foto e video. Una signora in carrozzella segue la “passiata” del pride convinta delle sue idee e contenta di poter partecipare all’evento.

gay14Sul balcone del Quotidiano, a piazza Duomo, sono esposte le bandiere dell’arcigay. Un ragazzo, intervistato da StrettoWeb lungo il corteo, partecipa all’evento con gioia particolare: “sono contento, questo per me è un evento importantissimo perchè consente finalmente a chi è in un determinato modo, di poterlo esprimere a tutti“.

Secondo gli organizzatori, alla “passiata” stanno partecipando più di 4.000 persone. Tra il pubblico qualcuno mormora che “sono pochi, mi aspettavo più partecipazione“. I manifestanti cantano e ballano sui ritmi di Lady Gaga e su altre musiche moderne. Tra gli striscioni, anche uno di Rifondazione Comunista. Alle 18:35 il corteo è arrivato nella centralissima piazza Italia. A guidarlo lo stendardo della Regione Calabria, che ha patrocinato l’evento. Lungo il percorso del corso Garibaldi, sempre più gente si aggrega al corteo. Un manifestante dichiara: “lo sappiamo che è difficile fare coming out ma gli atteggiamenti della gente nei confronti di noi omosessuali a volte spaventano e sono indecorosi“.

securedownload (1)Il corteo s’è poi fermato sotto la sede del Nuovo Centro/Destra, nel centro del corso Garibaldi, in modo quasi provocatorio. Uno dei principali animatori del corteo è sceso da uno dei furgoni per animare il Corso. Il numero dei partecipanti continua a crescere con l’aggregazione di nuove persone. Dopo le 19, il corteo ha raggiunto il Museo e piazza De Nava. Anche i lavoratori dei negozi del Corso escono sulla porta per fare foto e dare testimonianza della loro partecipazione. Una ragazza da Cosenza spiega che dalla città silana sono partiti stamattina 4 autobus per raggiungere Reggio. Tra gli omosessuali, però, in tanti lamentano la poca partecipazione: “ci aspettavamo di più“. In prima linea presente l’associazione dei genitori degli omosessuali seguita da Amnesty International. Tutta la via marina, adesso, è isolata per consentire il passaggio del corteo. Tutto il Lungomare è stracolmo non appena, dopo le 19:15, il corteo raggiunge la riviera. Alle 19:25 la manifestazione ha raggiunto l’Arena dello Stretto. “La cosa che più ci sorprende è l’indifferenza delle persone. Ma siamo contentissimi di quel poco che siamo riusciti a fare“, dichiarano alcuni manifestanti.

securedownload (5)I “colori della libertà” danzano all’Arena dello Stretto di Reggio Calabria. “Noi siamo qui a festeggiare l’orgoglio della difesa dell’identità sessuale”, affermano dal palco gli organizzatori. Presenti all’Arena alcuni rappresentanti dell’arcigay di Napoli e di quello di Genova. “Questa è la rivincita della cultura sull’ignoranza che non vuole lo sviluppo sociale, che non vuole libertà”. In migliaia ballano all’Arena a ritmo di musica. La manifestazione s’è svolta completamente in modo pacifico, senza scontri o contestazioni, soltanto qualche commento negativo.

Ha cantato il tenore Paolo Federico, che è stato acclamato dopo la sua esibizione. “Anche io ci sono, grazie Reggio Calabria” ha detto ringraziando il pubblico. Dopo di lui sono saliti sul palco i tre presidenti degli acrigay calabresi, Lucio Dattola, Lavinia Durantini e Francesco Furfaro che a loro volta hanno chiamato sul palco i componenti dei rispettivi direttivi.

securedownload (11)Dattola s’è detto “veramente emozionato di vederci così tanti. La Calabria è un posto dove esiste l’omofobia come in altri posti, ma è anche un posto dove si può organizzare un gay pride di successo. E’ stato un momento molto importante per la nostra terra. Grazie a tutti, stringiamoci tutti a prescindere dalle differenze sessuali“. Il presidente dell’Arcigay di Reggio ha poi ricordato, nel giorno del 22° anniversario della strage, “l’eroismo di persone come Falcone e Borsellino” aggiungendo che “questo Calabria pride significa anche lotta alla mafia. E’ importante dirlo anche da gay, omosessuale dichiarato“.

Lavinia Durantini ha voluto ringraziare i suoi genitori: “sono orgogliosa della mia famiglia che oggi è qui con me. Ho l’orgoglio di poter dire di avere tante famiglie. Ho l’orgoglio di dire che oggi siete voi la mia famiglia. Grazie anche e soprattutto a chi non è omosessuale perchè sta lottando più di noi, per noi“.

securedownload (8)Francesco Furfaro ha detto che “si parla tanto di una Calabria che si inchina, oggi questa Calabria si alza in piedi e chiede diritti. Reggio ha dato testimonianza di cultura e accoglienza“.

L’Arena ha poi tenuto due minuti di silenzio in segno di ricordo prima per la Presidentessa dell’Arcigay di Genova, scomparsa da poco, e poi per la Palestina.  Oltre 100 associazioni hanno aderito alla manifestazione, molte hanno collaborato gratuitamente, tra cui l’Università di Cosenza. Sul palco sono poi saliti il Presidente nazionale dell’Arcigay e altri presidenti di associazioni per un abbraccio simbolico: “questa era l’ultima tappa dell’onda pride d’Italia, ideata per risvegliare il Paese. Oggi tantissimi gay, lesbiche e trans si sono mostrati fieri di essere quello che sono. Il vero significato del pride è essere vicini a chi ancora non sa o non riesce ad essere quello che è veramente. Reggio è stata fantastica, dobbiamo fare i complimenti per un’accoglienza del genere. I gay e trans calabresi solitamente si avventurano al nord, adesso è ora che tornino nella loro terra a testa alta“.

securedownload (2)Vanni Piccolo ha concluso: “da oggi grazie a voi i ricchioni e le lesbiche di Reggio non avranno più uno sguardo ferito. Non avete più motivo d’avere paura. Noi non siamo malati e questa città è fantastica. Un pensiero va alle persone anziane come me che sono rimaste in Calabria nascoste e forse spesso anche sposate per facciata. Pensiamo alla loro sofferenza! Prima in Calabria pensare certe cose era difficile. Oggi non lo è più, soprattutto per i giovani. Non negatevi la felicità! Oggi abbiamo detto no alla paura, no al silenzio, no alla mafia, no all’indifferenza. Essere gay oggi è un orgoglio per la Calabria dopo questo pride“.

E sulle note della musica da discoteca, tra Arena e Lidi inizia una lunga notte di festa…

  • (foto e servizio a cura di Tatiana Muraca e Simone Pizzi) – Aggiornamenti in tempo reale dal corteo