E’ ormai un luogo di sintesi politica, la Prefettura di Messina. Un punto d’incontro fra anime diverse, contrapposte, apparentemente in rotta di collisione, ma disposte a mediare una volta entrate nel Palazzo del Governo. E proprio su queste basi, stamane i vertici dell’Autorità Portuale, della Capitaneria di Porto, del Provveditorato agli studi e Rfi si sono seduti attorno ad un tavolo tecnico alla presenza di Stefano Trotta, nel tentativo di risolvere il complicato contenzioso relativo all’attraversamento dei mezzi pesanti diretti al molo Norimberga. Una consultazione tempestiva dai confini precisi. L’intento? Evitare che nella diatriba fra Accorinti e gruppo Franza a rimetterci sia la città.
L’idea perorata dal Sindaco d’interdire il Cavalcavia appare una extrema ratio, certamente attuabile in teoria, ma sconsigliabile sul piano pratico. In particolare contro l’eventuale provvedimento paventato dall’Amministrazione pare si sia esposto Antonino De Simone, già presidente dell’Autorità Portuale, solerte nel ribadire l’importanza strategica della Cartour.
Sulla stessa posizione si è attestato, in un secondo momento, il Comandante Antonino Samiani, portavoce della Capitaneria di Porto. Egli ha stigmatizzato l’idea di un contenzioso aperto fra gli interessi del privato e quelli economici della città, un dato che avrebbe scatenato più d’un malumore all’interno del movimento Cambiamo Messina dal Basso.
L’incontro era più che altro interlocutorio, ma non è escluso che l’agenda del prefetto possa registrare nuovi impegni istituzionali in questa direzione.


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