Sabir era il linguaggio usato nel Mediterraneo per tutto il Medioevo, sino agli inizi dell’Ottocento: una lingua-veicolo, uno strumento d’interazione fra culture differenti. Non è un caso, allora, se la rassegna “Vivere il Mediterraneo”, che si terrà a Messina tra il 25 ed il 28 settembre, è stata battezzata “SabirFest”. L’idea originaria dei promotori era quella d’inaugurare una piccola fiera del libro, grazie all’azione e al ruolo propulsivo svolto dalla casa editrice Mesogea. Poi qualcosa è mutato: è maturata la volontà di alzare il tiro, di trasformare il progetto in un disegno più grande. Nasce così il festival dedicato alle culture e alle letterature del Mediterraneo. L’intento è chiaro, ambizioso: instillare nella città il coraggio di osare, di fare cultura, per realizzare una kermesse che possa ripetersi negli anni e diventare il più importante evento culturale da Roma in giù.
Un amareggiato Tonino Perna è intervenuto nella conferenza stampa di presentazione: amareggiato, sì, perché le ristrettezze economiche hanno costretto l’assessorato a patrocinare l’evento, senza poter dare quel contributo economico che avrebbe sicuramente valorizzato l’iniziativa. Ad ogni modo, pensare il futuro è la matrice del progetto: una matrice che si rifletterà nella formazione culturale del parterre di ospiti che giungerà sullo Stretto: da Maria Attanasio a Giuseppe Conte, da Amira Hass a Luigi Lo Cascio.
A margine dell’iniziativa, l’assessore alla Cultura ha fatto il punto sulla Vara: “Ribadisco come per noi la Vara sia una festa unica e centrale – ha affermato il membro della Giunta – e proprio per questo sollecitiamo i privati e i cittadini tutti a offrire un piccolo contributo”. Da lunedì, pertanto, gli esercenti potranno tenere alla cassa un salvadanaio per la festa del 15 di agosto, un’altra via per raccogliere facilmente – ed entro il primo giorno del prossimo mese – i fondi necessari. Di fronte a quanti ricordavano il contributo decisivo offerto dalla famiglia Franza nelle passate edizioni, Perna ha chiosato: “Abbiamo chiesto una mano anche a loro, certamente. Il contributo è per la città, mica per la sua Amministrazione”.


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