Un appoggio trasversale che ha dell’incredibile: l’Ospedale Piemonte deve restare aperto. E’ unanime la voce delle forze politiche a tutela del presidio sanitario posto nel centro cittadino. Una voce che si leva soprattutto dal coro delle destre, se è vero che Gianpiero D’Alia per l’Udc, Vincenzo Garofalo e Nino Germanà per il Nuovo Centro Destra, Bernadette Grasso per Forza Italia hanno appoggiato, nei giorni scorsi e in diversa misura, le richieste provenienti dal mondo sindacale. Una strana sinergia, indubbiamente inedita, che testimonia probabilmente la bontà della battaglia.
Una battaglia centrale, che peraltro affonda le sue radici nel tempo, se è vero com’è vero che le preoccupazioni, lungi dell’essere scemate, sono diventate un crescendo dall’inizio dell’anno sino ai giorni nostri (con buona pace delle petizioni firmate dai cittadini e dagli operatori ospedalieri).
Nel mese di Marzo la vicenda era finita sotto i riflettori dell’Amministrazione Regionale: in quell’occasione, l’assessore alla Sanità Lucia Borsellino giocò di rimessa, rimandando la soluzione del problema alle calende greche, ossia all’approvazione dell’onnicomprensivo Piano Sanitario Regionale. I giorni sono trascorsi, l’acqua è passata sotto i ponti, eppure il Piemonte resta a rischio sotto la stretta finanziaria voluta da Crocetta.
Le istanze dei lavoratori sono state sposate dalla Giunta Accorinti: il primo cittadino si è impegnato personalmente di fronte alle sigle confederali, ergendosi a loro ambasciatore a Palermo: “Abbiamo sempre detto che l’ospedale Piemonte non si tocca e chi pensa di chiuderlo si scontrerà non solo con il Sindaco ma con l’intera città” ha tuonato il primo cittadino.
E’ l’atteggiamento giusto: Accorinti ha davvero tutti i messinesi dietro di sé in questa lotta con Palazzo d’Orleans. Speriamo riesca a farsi valere: lui si gioca la faccia, noi la salute.


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