Qual è lo stato di salute di MessinAmbiente? Farsi questa domanda all’indomani della tragedia Tomasello può sembrare irrispettoso. In realtà, però, il quesito era sotto la lente d’ingrandimento delle forze politiche da tempo e tre realtà presenti nel consesso civico – nella fattispecie PD, Felice per Messina e Progressisti Democratici – hanno finalmente esposto i propri dubbi sulla gestione del commissario Ciacci.
Le cifre parlano chiaro: come ha rilevato stamane il Consigliere Giuseppe Santalco (FpM), le perizie poste in essere dall’azienda rivelano le criticità del caso. “Il trend della spesa è in crescita e noi temiamo che ciò inciderà sulla tassazione. Dico temiamo, perché già ora la pressione tributaria è raddoppiata”. Stando a quanto afferma il consigliere infatti, se l’imposizione nel 2012 si attestava ai 384,58 euro, nel 2013 si è registrata una sostanziale crescita sino alla soglia dei 797,88 euro. “Ci troviamo, inoltre, in presenza di una vistosa anomalia: impresa e Comune non concordano sui dati. Senza contare che Ciacci, presunto liquidatore, non sta liquidando proprio un bel niente visto l’incremento delle uscite documentato dai numeri”.
L’accusa è precisa: salgono le imposte, ma sale parimenti il costo totale della gestione dei rifiuti, alimentando un ciclo intollerabile di perenne emergenza. Da qui l’idea, condivisa da tutte le forze presenti all’iniziativa, di astenersi sul consuntivo in sede di Consiglio, qualora non venisse fatta chiarezza. “Non conosciamo le risposte date dalla Corte dei Conti all’Amministrazione, ma temiamo concretamente la possibilità di imbatterci in un doppio debito fuori bilancio” ha chiosato sul finire Santalco.


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