Messina, non basta il Consiglio in notturna: a Palazzo Zanca non si trova l’intesa

DSC01965Sembra incredibile, ma è tutto vero: il Consiglio Comunale ha terminato soltanto adesso la riunione. Le “misure correttive inerenti la deliberazione della Corte dei Conti” hanno suscitato le perplessità del consesso civico, paralizzando i lavori.

La riunione preliminare della Commissione Bilancio, partita alle 9.30 di stamane, è finita alle 17 circa: un’autentica maratona secondo i partecipanti. E proprio il presidente della prima Commissione, l’Udc Francesco Mondello, all’ingresso in Aula ha tuonato: “Lavoriamo puntualmente in zona cesarini. Il conto consuntivo che è stato presentato non è completo. Come possiamo votare a cuor leggero atti così importanti?”.

Obiezioni di merito, che hanno spinto un altro illustre esponente del Consiglio, Giuseppe Santalco, ad illustrare un emendamento critico. Nel testo, infatti, si leggeva: “Ad oggi l’Amministrazione non ha predisposto ed allegato al Bilancio Consuntivo approvato in Giunta il 21 giugno il documento richiesto dall’art. 6 comma 4 del DL 95/2012, non sono stati predisposti né i piani industriali, né i contratti di servizio delle partecipate; sono stati nominati i nuovi manager senza modificare gli statuti degli enti (ATM-AMAM e Messinambiente spa) per adeguarli al controllo organico; né si sta procedendo alla messa in liquidazione effettiva di Messinambiente spa. Ad oggi non essendo a conoscenza del Bilancio Consuntivo al 31.12.2013, il Consiglio non è in grado di conoscere la situazione di debito/credito al 2013 delle società partecipate, né è estato predisposto il riallineamento delle posizioni di debito/credito”. Un j’accuse in piena regola, non accolto però dal Ragioniere Generale.

E se Antonella Russo (Gruppo Misto) ha espresso le sue riserve rispetto ad un’Amministrazione che tratta il Consiglio come l’organo deputato a raccogliere atti notarili, Nina Lo Presti (CMdB) nel suo giudizio è stata perentoria: “Così si rafforzano le perplessità sulla vostra azione di risanamento”.

Ad ogni modo, l’obiezione di fondo è stata trasversale: non si può inviare un documento così importante, composto da quasi 150 pagine, la domenica mattina per poi discuterlo in aula consiliare il lunedì seguente, vieppiù considerando la spinosità delle tematiche trattate.

La corsa contro il tempo è persa: i lavori sono stati aggiornati. Nella speranza che la Corte dei Conti sia indulgente e non infligga una sanzione.