Crocetta a Gela (CL): “Non possiamo permettere l’abbandono di una città che viene spremuta come un limone e poi gettata via”

ROSARIO CROCETTAAl comizio conclusivo della manifestazione a difesa della Raffineria di Gela era presente anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta, secondo il quale la giornata odierna “è stata una risposta forte, decisa, di una città e di lavoratori consapevoli, ai quali si sono stretti attorno altre maestranze della Sicilia, i sindacati, le istituzioni”.“L’Eni – ha detto – deve fare i conti con questa resistenza, che non sarà breve ma di lunga durata, perché non possiamo permettere l’abbandono di una città che viene spremuta come un limone e poi gettata via”.

Per il segretario provinciale della Uil, Salvatore Pasqualetto, “L’Eni continua a sfruttare con profitto il territorio e dunque non può abbandonare Gela perché qui estrae 16 milioni e 200 mila litri di petrolio al giorno, per un valore annuo di un miliardo e 620 milioni”.

Per il sindaco di Gela, Angelo Fasulo, è a rischio non solo il posto di lavoro per ciascun dipendente, ma il futuro stesso della città. “Non permetteremo queste scelte insensate che non hanno nemmeno una logica economica. – ha detto – Subiamo il tradimento per la cancellazione di un piano di sviluppo che solo un anno fa avevamo costruito insieme all’Eni”.