“Sapevamo che Borsellino aveva una borsa ma non sapevamo dove era finita. La trovammo, abbandonata su una poltrona, a Palermo, nell’ufficio del capo della Squadra Mobile, Arnaldo La Barbera. Posso escludere che al suo interno ci fosse l’agenda rossa”.
A rilasciare queste dichiarazioni, Fausto Cardella, Procuratore dell’Aquila, nella sua deposizione al processo “Borsellino quater” a Caltanissetta, dove fu applicato come sostituto Procuratore per indagare sulle stragi del ’92.
“Sulla presenza nell’ufficio di La Barbera della borsa del giudice Borsellino – ha aggiunto Cardella – ne parlammo proprio con lui. Ma l’allora capo della Mobile di Palermo, disse che se l’era ritrovata lì e non sapeva come ci fosse arrivata. All’interno c’era sicuramente un’agenda marrone, di quelle appartenenti ai carabinieri. C’era poi un’agenda con alcuni numeri di telefono ma l’agenda rossa, di cui ne aveva parlato il maresciallo Canale, non c’era. Venne quindi avviata – ha continuato Fausto Cardella – un’attività investigativa per verificare chi fosse presente in via d’Amelio nei momenti successivi alla strage. Cercammo di ricostruire come la borsa fosse arrivata proprio nell’ufficio di La Barbera. In quel periodo – ricorda sempre il Procuratore – si facevano diverse ipotesi, a seguito anche di qualche esposto anonimo, circa la presenza sul luogo dell’attentato, di rappresentanti istituzionali”.


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