Messina, Genovese incassa 5mila euro dalla Camera: è polemica

VOTO SU ARRESTO GENOVESE, SCONTRO M5S-PD, CAOS ALLA CAMERAIl nome di Francantonio Genovese continua a far discutere, scatenando polemiche a Roma come in riva allo Stretto. Il parlamentare del Pd – finito agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere, riciclaggio, peculato e truffa – non ha smesso infatti di percepire le indennità legate alla sua carica, vedendosi sottratti i meri rimborsi. In sostanza, l’ex sindaco di Messina guadagnerebbe mensilmente 5.246,54 euro netti (ossia 10.435 euro lordi), rinunciando forzatamente alla diaria e ai rimborsi da esercizio mandato

Contro il provvedimento approvato da Montecitorio si sono scagliati i deputati grillini Claudia Mannino, Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro. I tre hanno additato la decurtazione irrisoria, denunziando l’ennesimo privilegio di casta: “Abbiamo assistito ad una prosopopea dei questori che affermava che «siccome non c’è una normativa specifica, si sono attenuti alla prassi», ovvero a seguito dell’arresto di Genovese, gli verranno sospesi tutti i rimborsi ma continuerà a prendere l’intera indennità di carica (circa 10.000 euro al mese lordi) per starsene agli arresti domiciliari!”, ha affermato la Mannino sul suo profilo Facebook.

Di parere diametralmente opposto il questore della Camera Stefano Dambruoso (Sc), per nulla rassegnato alla gogna mediatica e pronto a evidenziare la strumentalizzazione pretestuosa attuata dai Cinque Stelle: «I rappresentanti del M5S componenti l’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati hanno deciso, ancora una volta, di non fare sfoggio di competenza, preparazione e senso delle Istituzioni. Pur partecipando, infatti, ai lavori dell’Ufficio il 4 giugno scorso con il vice presidente Di Maio e il segretario Mannino non hanno sollevato alcun rilievo rispetto alla comunicazione da parte del Collegio dei Questori dell’avvenuta sospensione, nei confronti del deputato Genovese, a partire dalla data in cui la Camera ha votato l’autorizzazione all’arresto dello stesso deputato, dell’erogazione di tutte le somme dovute a titolo di rimborso, nessuna esclusa, legate all’esercizio del mandato parlamentare (…) Arrivare sistematicamente impreparati nelle sedi istituzionali italiane ed avallare scelte che poi si cerca di rettificare con aggressive uscite giornalistiche, magari dopo essere stati rimproverati dai loro intolleranti leader Grillo e Casaleggio, è la peggiore e inconcludente politica», ha chiosato il parlamentare di Scelta Civica.