La Confapi lancia la sfida: un’azione incisiva per la crescita della Sicilia

impresaSe volessimo soffermarci al quadro Istat, dovremmo dare libero sfogo al pessimismo: l’economia arranca, la disoccupazione cresce, le tensioni sociali fra lavoratori e datori di lavoro s’intensificano. Una crisi più strutturale che congiunturale ha colpito la nostra economia e la luce in fondo al tunnel appare talvolta un’allucinazione mistica. Eppure, di là dal cinismo dei numeri, esistono potenzialità che dovrebbero essere valorizzate. Fare impresa oggi è particolarmente difficile, vieppiù se si considerano i problemi di un mercato del lavoro farraginoso. Ma nella crisi si vedono le eccellenze e la capacità di elaborare nuove vie, nuovi approcci, nuove direttrici lungo cui muoversi.

nello lentiniNello Lentini, presidente della Confapi Sicilia, non ha dubbi a tal proposito: “Occorre superare la crisi identitaria delle vecchie strutture associative e rilanciare un’azione decisa sul territorio”. E’ questa la mission che si è data la Confapi, una realtà di primo livello che dà voce alle piccole e medie imprese, coinvolgendo nella sola provincia di Messina quasi cento aziende associate. Lentini parte da obiettivi concreti: l’associazionismo non può creare esclusivamente strutture di supporto o perderà la sua ragione d’esistere; deve accettare – semmai – la sfida del cambiamento e istituire un canale comunicativo con le istituzioni e con le banche. “Soltanto marciando uniti nella stessa direzione riusciremo a superare le attuali difficoltà”, afferma ai nostri microfoni.

Le questioni sul tappeto sono numerose: l’accesso al credito, innanzitutto, con le banche “che possono e devono diventare il volano dell’economia”; lo smantellamento dei lacciuoli burocratici; e la formazione professionale, “che andrebbe finalmente liberata dall’autoreferenzialità in cui è piombata, consentendo la riqualificazione”. BANCHEObiettivi precisi, che non possono non essere condivisi da tutte le forze presenti sul mercato del lavoro: “Vogliamo instaurare un filo-diretto con i sindacati, sapendo che per essere presenti sul mercato bisognerà guardare alla crescita dell’impresa, quindi ai mercati esteri, anche quelli fuori dall’euro-zona. Reti d’imprese, distretti, meta-distretti: sono tutte formule allo studio. Quel che è certo è che bisogna investire in questa direzione, vista la saturazione dei mercati interni”.

La Confapi siciliana si è portata avanti col lavoro, promuovendo una cultura dell’auto-imprenditorialità e contrastando l’idea che gli investimenti fuori dalla produzione siano soltanto un costo aggiuntivo per l’impresa. nello lentini 2Bisogna invertire il ciclo – dice ancora Lentini – e bisogna farlo in fretta. Dopo diciotto mesi l’Amministrazione Regionale non ha prodotto nulla di tangibile. Le imprese locali hanno il polso della situazione e vogliono sapere qual è il progetto di sviluppo strategico rispetto alle dismissioni industriali (Termini Imerese, Brolo, Gela); vogliono sapere se nell’azione di risanamento ambientale è possibile creare nuove realtà manifatturiere; vogliono sapere quali sono le linee guida per investire nel turismo e se è possibile svincolare la sanità dalle inefficienze che tutti conosciamo, migliorando magari la qualità del servizio e agevolando l’occupazione giovanile”.

Gli fa eco Rosario Savoca, guida della Delegazione Territoriale di Messina, che ripercorre con una certa incredulità le contraddizioni in cui il pubblico spesso incede: “E’ sconsolante la situazione che viviamo nel messinese. Manca una progettualità d’insieme, manca un disegno delle Istituzioni. MSC SPLENDIDA NAVE CROCIERAUn imprenditore quale indirizzo dovrebbe cogliere? Dove dovrebbe investire?”, si chiede Savoca senza alcuna retorica, puntando l’indice contro una mentalità tartufesca: “Mi chiedo se sia concepibile che chi vuole attivare un’impresa, anziché ricevere un plauso dalle autorità, riceva quattro volte l’Annona per mezzo metro quadrato in più nell’insegna pubblicitaria di un prodotto”. Un j’accuse che non incede nel disfattismo. Semmai mira a sprovincializzare la nostra realtà: “Si dimenticano sempre le ricchezze di una provincia quanto mai variegata. Un esempio lampante: non si parla dell’industria del turismo se non in riferimento ai croceristi che arrivano nello Stretto”. Una proiezione indubbiamente miope.

Insomma, le sfide future non mancano. Confapi lancia le sue proposte e mira a istituire un dialogo costruttivo con tutti i soggetti interessati. Quale sarà la risposta di Crocetta, di Accorinti e delle altre sigle sindacali?