Lungi dall’essere una riflessione di stampo allarmista, una di quelle elucubrazioni destinate ad invocare un asciutto giro di vite, questo spunto vuol essere più che altro un monito, una spia accesa sulla sicurezza pubblica dei messinesi. Sì, perché le aggressioni, i furti, i crimini stanno diventando un fenomeno inquietante e non si può giustificare l’andazzo dei tempi in nome della crisi. Chi delinque è un criminale, senza troppi giri di parole, e nessuna riflessione sociologica può deresponsabilizzare il soggetto dalle sue azioni.
Andiamo ai fatti, spulciando qua e là qualche lancio di agenzia:
– 19 maggio: Ventunenne arrestato per tentato furto e detenzione illegale di arma da fuoco, preso in flagranza di reato mentre tentava di scassinare un Honda 125 parcheggiato nei pressi di Villa Dante.
– 20 maggio: Azione intimidatoria compiuta da ignoti, conclusasi con l’incendio della saracinesca del panificio Laganà. Nella stessa sera, volanti della polizia sorprendono un rumeno intento a rubare un’automobile parcheggiata in zona Piemonte. Il diciannovenne, Christian Berger, aveva precedenti per scasso.
– 21 maggio: Ivan Balsamà viene catturato dopo tre rapine andate a segno nel giro di poche ore. Specialità della casa? Distruzione dei distributori automatici e furti a mano armata presso bar, pizzerie, pasticcerie e macellerie. Ancora, vengono ritrovate in Via Gerobino Pilli tre pistole automatiche, nascoste in un pozzetto di scarico.
–
22 maggio: gli agenti della squadra mobile arrestano Gianluca Interlando, già noto alle procure, fermato per spaccio. In mattinata gli uomini delle forze dell’ordine eseguono un analogo provvedimento per Luigi Vadalà, cinquantaquattrenne catturato con l’accusa di tentata rapina ai danni di un esercizio commerciale a Tremestieri.
– 23 maggio: E’ il turno di Salvatore Musarra, detentore di armi e munizioni, e di Santi Marino, reo di furto aggravato in concorso e ricettazione.
– 24 maggio: A Provinciale si consuma una rapina, stavolta ai danni di un distributore di benzina. Di là dalla refurtiva, va segnalato lo sparo contro l’addetto alla pompa, gambizzato per aver osato resistere.
Se questa è una banale cronistoria degli ultimi giorni, drammatica è la denuncia delle farmacie locali, flagellate da colpi seriali e pronte ad effettuare la serrata dei servizi in segno di protesta.
Due fattori saltano all’attenzione: la mole dei reati commessi e l’alta concentrazione nella zona sud della città. Non appare possibile ignorare l’impatto del fenomeno, né le autorità pubbliche possono continuare a minimizzare la portata degli eventi criminosi. I cittadini onesti che pagano le tasse hanno il diritto di sentirsi sicuri, un diritto il cui esercizio al momento risulta essere aleatorio. Nei contesti di emergenza si dovrebbe vedere la forza reale dello Stato: in tal senso, una tavola rotonda fra il Sindaco ed il Prefetto circa le modalità utili a reprimere il fenomeno sarebbe un segnale importante nella direzione della legalità.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?