Messina, Europee: adesso per SEL Accorinti può diventare un boomerang

imagesOgni velo è caduto. La presenza del sindaco Accorinti a fianco di Nichi Vendola in questa tortuosa campagna elettorale per le elezioni europee ha il pregio di fugare qualsiasi dubbio sulla presunta ecumenicità del movimento “Cambiamo Messina dal Basso“. L’idea che destra e sinistra siano categorie storiche ampiamente superate, oltre ad essere di per sé condivisibile, ha pieno diritto di cittadinanza in una società che vuol essere inclusiva e non esclusiva, una società che intende guardare al futuro anziché al secolo scorso. Tuttavia non si può certo criminalizzare chi a fatica tenta di capire la forma mentis culturale dei propri amministratori.

In tal senso l’impegno in prima fila non soltanto del primo cittadino, ma anche dell’Assessore alla Cultura – Tonino Perna, candidato per l’Altra Europa con Tsipras nella circoscrizione sud – consentono agli elettori di tracciare un identikit post-datato sul profilo dell’amministrazione. Se l’impegno civile è assolutamente legittimo (e ci mancherebbe), eliminare l’aura di chi sta al di sopra delle parti può parimenti aiutare il dibattito e rendere più limpido il confronto.

vendolaIn questo quadro frastagliato stupisce un dato politico nella manifestazione di ieri. Sul palco si sono alternati in un brillante minuetto il governatore della Puglia e l’inquilino di Palazzo Zanca, capaci di scaldare gli animi di elettori e militanti. Spettatrice silente e interessata è stata Daria Lucchesi, giovane coordinatrice provinciale di Sel. Ma è proprio il partito di Vendola che a livello locale rischia di essere schiacciato, di subire un autentico tracollo, per via del ciclone Accorinti. Un ciclone che inevitabilmente spira sul medesimo bacino elettorale, sottraendo così consenso ai partiti della sinistra ortodossa dura e pura. Ecco allora che il ruolo marginale auto-assunto in quest’assise rischia di ritorcersi contro come un boomerang, di far sbiadire ulteriormente identità e bandiere, con buona pace della capacità organizzativa dimostrata (particolarmente degno di nota è stato lo spaccato sulla difficile condizione di vita dei migranti provenienti dal Senegal). In altri termini, in riva allo Stretto il partito di Vendola – come del resto Reset o il Movimento Cinque Stelle – è costretto a rivedere la propria ragion d’essere a fronte di questa sfida tattica, pena il rischio peggiore: l’inutilità politica.

Quanto ad Accorinti, il supporto al giovane leader di Syriza è coerente col suo mandato. Resta da capire come la discesa in campo con la fascia tricolore possa poi conciliarsi con le esigenze di una giunta costretta a lavorare d’intesa con un Consiglio comunale post-genovesiano.