La Sicilia dovrà presto presentare la nuova rete ospedaliera.Il presidente della Regione, Rosario Crocetta ha annunciato che non saranno chiusi i 37 piccoli e medi ospedali siciliani che fino allo scorso dicembre rischiavano di essere “cancellati” dalla carta geografica della sanità ed invece sarà realizzato il cosiddetto modello di “Ospedali riuniti” «per salvare i piccoli presidi dalla chiusura con mobilità delle équipe sanitarie e lotta agli sprechi».
«Andremo a Roma per trattare un nuovo Piano, certo ci vorrà del tempo, non meno di un anno ma la nostra linea deve essere chiara – ha ribadito Crocetta -. Non si possono penalizzare i territori, i piccoli presidi vanno salvaguardati per il bene dei cittadini, ai quali non possiamo chiedere si spostarsi a decine di chilometri quando hanno necessità di cure mediche. Devono essere i medici e i sanitari, all’interno di un piano di mobilità, a raggiungere i cittadini e non viceversa».
Alcuni esempi: nascerebbero “ospedali riuniti” come Modica-Scicli; oppure Comiso-Vittoria; ed ancora Termini Imerese-Petralia Sottana; Corleone-Partinico; Ribera-Sciacca; Canicattì-Licata.
Per garantire la sopravvivenza dei 37 piccoli ospedali con meno di 120 posti letto, bisognerà fare i conti anche con la sanità privata perché rischiano di chiudere anche strutture con meno di 60 posti letto, Crocetta ha sottolineato che «occorre in tempi brevi una riedizione della rete ospedaliera, che non può essere quella concordato dal vecchio esecutivo con il Governo nazionale. I piccoli nosocomi invece vanno riorganizzati, mettendoli insieme e specializzando la loro offerta in modo da creare piccoli centri di eccellenza».
Il piano, che sarà presentato in Giunta entro due settimane per poi passare al vaglio della Commissione Sanità all’Ars è nato dal confronto con i territori.


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