Tutto è iniziato come una normale rimpatriata in famiglia, fatta di risate, festa e vino, ma poi è finito per trasformarsi in un incubo a sfondo sessuale per uno dei partecipanti (un disabile). È successo a Reggio Calabria, come informa “Il Giorno” di Milano, che riporta l’arresto di 6 indiziati, accusati di violenza carnale di gruppo su un disabile, aggravata dalla presenza di minori.
Due di loro sono stati arrestati sabato mattina dai Carabinieri, che li hanno ammanettati nella loro casa, in un paese del Lodigiano, allontanandoli dai figli piccoli e facendoli finire una a San Vittore e l’altro nel carcere di Via Cagnola a Lodi.
I conviventi, assistiti dall’Avvocato Giuseppe Cornalba, dopo l’interrogatorio di ieri, per rogatoria del giudice per le indagini preliminari lodigiano Isabella Ciriaco, sono scoppiati a piangere.
I fatti risalgono a gennaio e si svolgono in una villa nei dintorni di Reggio Calabria, città di origine di C.F, 53 anni; lei, A.A, 20 anni meno di lui, è la sua nuova compagna di origine marocchina. Una coppia normale, insomma, che decide di raggiungere i familiari al Sud, dove i due vengono invitati alla festa incriminata. Tra i circa 12 invitati, c’è anche un trentenne con forte disabilità (il 75%), il quale, tra scherzi e alcol, da un momento all’altro diventa vittima di spogliarelli, finisce con una catena messa al collo e forse anche altro. Tutto questo accade alla presenza di due figli delle persone presenti, una bimba di 3 anni e un neonato di 8 mesi.
La denuncia dell’accaduto deriva dallo sconcerto della madre del ragazzo che, dopo aver visto il filmino della serata mostratole dal figlio, indignata da ciò che vede, si rivolge subito agli inquirenti. Le immagini non sono quelle di un gioco, tutto lascia pensare ad altro. La Procura allora spicca sei ordini di cattura per i reati suddetti.
Il legale ha chiesto per la donna i domiciliari, così da permetterle di stare con i figli, poi deciderà il giudice.


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