Messina: città metropolitana, Gioveni ‘si ma salvaguardiamo la democrazia’

gioveniL’ ARS ha approvato l’art. 7 del disegno di legge che costituirà in Sicilia le “città metropolitane” di Palermo, Catania e Messina, ma qualcuno è dubbioso circa il metodo che sarà utilizzato nella composizione degli organi della nuova città metropolitana.

Posto che – dice il consigliere comunale Libero Gioveni– non si può affatto mettere in discussione l’importanza strategica che assume un simile intervento legislativo sotto il profilo economico, politico e sociale per la città di Messina visto che in termini di sviluppo sarebbe ormai l’unica possibilità per intercettare più facilmente i fondi europei, di contro salta all’occhio l’incredibile e inaccettabile metodo stabilito per la composizione del futuro “Consiglio Metropolitano, che sarebbe costituito dai Sindaci dei vari Comuni (comma 2) che aderirebbero alla città metropolitana con provvedimento dei rispettivi Consigli Comunali votato a maggioranza assoluta dei componenti.

Con questo nuovo metodo di composizione del futuro Consiglio – commenta preoccupato il consigliere – verrebbero lesi i principi di ispirazione democratica legati alla rappresentatività popolare attraverso lo strumento del voto; insomma, sarebbe una sorta di nuovo “porcellum” a cui è necessario attuare un provvidenziale “dietro-front“!” scrive Gioveni in una nota.

“Se poi si considera – conclude l’esponente Udc – che non sembra si faccia riferimento al momento ai Consigli Municipali,  la “frittata” è fatta in quanto lo spirito del decentramento (quello vero) non può essere affatto cancellato da una norma, a maggior ragione nella nuova città metropolitana che, gioco forza, diverrebbe eterogenea per le molteplici e variegate differenze territoriali e culturali!“.