Arrivano le prime decisioni del Tribunale del riesame dopo i ricorsi contro le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di alcuni degli indagati dell’operazione anti-prostituzione denominata “Bocca di rosa” di Messina, culminata in una serie di arresti lo scorso mese di Febbraio.
I giudici hanno deciso la scarcerazione di Lucia Mazzullo, 45 anni, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari.
Ritorna in libertà, invece, Antonio Gumina, 42 anni, che aveva ottenuto gli arresti domiciliari.
L’inchiesta condotta dai carabinieri, sotto il coordinamento dei sostituti procuratori Maria Pellegrino e Antonio Carchietti, è sfociata nell’emissione di 16 ordinanze di custodia cautelare (alcune in carcere e altre ai domiciliari).
Gli investigatori hanno controllato la gestione i sei case d’incontro nell’estate del 2012: “Casa Perre”, “Casa Comandè”, “Casa Scucchia”, “Casa Piazza”, “Casa Di Pietro” e “Casa Pascale”, situate nella zona sud della città, tra via Salandra e Contesse. È stato accertato che l’attività avveniva in maniera continuativa, anche dopo alcuni blitz dei militari dell’Arma.
Vedi anche: Messina, operazione Bocca di Rosa


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