E’ stata pubblicata negli ultimi giorni dalla stampa locale l’informativa sull’inchiesta relativa al concorso degli Ospedali Riuniti che vede imputato il consigliere regionale del Pd Demetrio Naccari Carlizzi: “Il Quotidiano” e “L’Ora della Calabria” si sono occupati del caso partendo dalle indagini sul concorso per primario che, secondo alcune accuse, avrebbe visto favorita “per ingerenze politiche” la moglie di Naccari.
Proprio ieri “Il Quotidiano” pubblicava alcuni passaggi chiave dell’informativa della Polizia sul concorso pubblico per dirigente di primo livello presso l’Unità operativa complessa di Dermatologia dell’Azienda ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli, la cui vincitrice è risultata Valeria Falcomatà, moglie di Naccari, nonché figlia dell’ex Sindaco Italo Falcomatà.
“Un inquietante spaccato circa i pesanti condizionamenti di natura politica nelle scelte organizzative interne e di nomine dirigenziali riservate ai vertici amministrativi della struttura ospedaliera”. “Allarmanti giochi di potere che condizionano la spartizione dei posti dirigenziali all’interno dell’Azienda Ospedaliera”. “C’è un riscontro probatorio della pesante ingerenza di Demetrio Naccari Carlizzi nella procedura concorsuale”.
Ecco le tre espressioni riportate sul quotidiano che fanno emergere i capisaldi intorno a cui ruota l’intera accusa. Il tutto è partito da alcune registrazioni di un colloquio in cui ad intervenire è stata Maria Carmela Arcidiaco, il Primario facente funzioni del reparto di Dermatologia degli Ospedali Riuniti, che denunciava in questo modo l’andamento del concorso, riferendosi al coinvolgimento del Dott. Vincenzo Schirripa: “Ritengo assolutamente improprio che il Dott. Schirripa – ha dichiarato l’Arcidiaco – abbia fatto parte della Commissione esaminatrice, in quanto nel medesimo contesto temprale risulta partecipare al concorso per Dirigente medico di II livello, le cui prove di esame dovrebbero svolgersi il prossimo 29 gennaio (2009, ndr). Appare chiaro – ha continuato la Dottoressa (le cui dichiarazioni sono riportate integralmente sull’informativa dell’inchiesta della Polizia diretta da Domenico Crupi) – l’intento dello Schirripa di occultare dinnanzi all’autorità giudiziaria il proprio interesse verso tale nomina, così da ‘smontare’ la contestazione provvisoria contenuta nell’invito a rendere interrogatorio notificatogli”. Ed ecco il passo saliente: “La nomina di Schirripa – sempre a detta dell’Arcidiaco – era stata imposta da Naccari per garantire la vittoria della propria consorte Falcomatà, ed il Naccari in contropartita avrebbe poi provveduto a ricompensare Schirripa con il posto al quale io aspiravo”. Ad onor di cronaca bisogna aggiungere che la posizione di Schirripa è stata stralciata nel corso del processo.
Naccari a tutto questo risponde con ulteriori dichiarazioni di difesa su “L’Ora della Calabria”, chiarendo che “si tratta di un’informativa di un anno fa, già per altro confluita nell’avviso di garanzia e nella chiusura indagini che mi riguarda”. Per altro, Naccari aggiunge una palese accusa nei confronti del Governatore Scopelliti e del suo seguito, che per lui starebbero facendo un’opera di demolizione della sua persona in vista della sua candidatura alla Presidenza della Regione: “Si sa – aggiunge Naccari – che si andrà presto alle elezioni perché non è possibile che Scopelliti a fronte delle prove raccolte non venga condannato per il caso Fallara. Perciò, hanno tirato fuori l’informativa per altro su una vicenda per cui non c’è ancora l’esercizio penale ma solo una chiusura indagine. Mia moglie – dichiara sempre il Consigliere regionale – ha visto il giornale ed ha avuto un malore per un improvviso calo di pressione. Dedicherò ogni energia perché mi siano riconosciuti i danni, non ho mai fatto a botte con nessuno neppure alla scuola media, ma certe cose mi indignano sul serio”. Naccari conclude il suo discorso rifacendosi sempre contro Scopelliti, dicendo a “L’Ora della Calabria” che “se doveste pubblicare tutti gli avvisi di garanzia e le chiusure indagini che riguardano Scopelliti, dovreste andare in edicola con uno speciale tutto dedicato a lui”.
Si ricorda che insieme a Demetrio Naccari Carlizzi, sotto accusa per falsità ideologica e “induzione indebita a fare o promettere utilità” (art 319 quater cp) e a Valeria Falcomatà, quindici giorni fa è stato notificato l’avvio di chiusura delle indagini anche a Domenico Mannino, Paolo Vazzana, Igino Aldo Postorino, Giuseppe Crisalli, Giuseppa Caserta, Antonio Bonura, Silvia Falvo e Pasquale Giorgio Piraino (quest’ultimi tre avrebbero, per la Procura, reso false dichiarazioni durante l’interrogatorio). Stralciate, invece le posizioni di Vincenzo Schirippa, Giuseppe Foti, Mario Santagati e Giancarlo Valenti.


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