“Non ho mai fatto altro che interloquire rispetto a Scopelliti in termini politici, quindi la via giudiziaria non l’ho mai nè perseguita nè considerata per proporre un’alternativa allo scopellitismo che anche ho contestato per anni e anni. Non gioisco di questa sentenza, anzi non gioisco mai delle sentenze di condanna quando attingono i miei avversari perchè sarebbe come non riuscire a batterli sul fronte della proposta alternativa. Non sono tra coloro che esultano e stappano champagne alla notizia della condanna“: con queste parole Massimo Canale, storico avversario di Scopelliti ed esponente di spicco del Pd calabrese, commenta l’ormai nota sentenza di condanna nei confronti dell’ex Sindaco di Reggio Calabria.
Entrando poi nel merito della sentenza, Canale spiega che “è una condanna molto severa. Non conosco il processo nella maniera più assoluta, non ne conosco i termini. Faccio una valutazione che comunque questa sentenza ha il pregio di rimettere in qualche modo verità nella storia recente di Reggio Calabria. Al di là delle responsabilità penali di Scopelliti che i giudici hanno accertato in primo grado, questa sentenza ristabilisce la verità nella misura in cui ridimensiona di tanto l’idea bizzarra secondo cui le responsabilità del disastro di bilancio del Comune fossero esclusive di Orsola Fallara. Io ricordo che già dalla campagna elettorale del 2011 Demy Arena ha cominciato prima in modo più sommesso e poi palesemente, ad indicare come sue e individuali le responsabilità della Fallara, come se fosse disgiunta dalla regia politica di quegli anni. Invece questa sentenza dimostra ciò che noi dai banchi dell’opposizione abbiamo sempre detto. C’era una gestione allegra del bilancio finalizzata a tirare la volata a un Sindaco il grande ascesa che poi così sarebbe diventato Presidente della Regione Calabria. Tutti gli atti amministrativi di quegli anni (rammento le due delibere per le concessioni dei contributi alle associazioni del 31 dicembre 2009), erano finalizzati in maniera univoca a costruire un sistema di consenso e di clientele che avrebbe consentito a Scopelliti di vincere le elezioni Regionali. E’ questo quello che io registro all’indomani della sentenza. Viene meno l’assunto secondo cui Scopelliti non sapeva e tutto ciò sia stato il frutto dei bilanci di Orsola Fallara che, è bene ricordarlo, era una mia avversaria politica. Io non sto difendendo lei, sto dicendo che non è possibile che la colpa sia tutta esclusivamente sua. La colpa del disastro di Reggio risiede negli amministratori che hanno governato male piegando alle loro esigenze il bilancio comunale, consentendo alla ‘ndrangheta di infilarsi nelle stanze di Palazzo San Giorgio“.
Per quanto riguarda poi le dimissioni da Presidente della Regione Calabria di Scopelliti, Massimo Canale dichiara: “è stato un gesto che gli fa onore, salvo che non siano un trucco per rilanciare sul piano politico. E’ da apprezzare l’idea di farsi da parte per dimostrare la propria innocenza e allontanare ogni dubbio. Dal mio punto di vista è un gesto corretto, però non vorrei che questo gesto nascondesse in qualche modo l’idea di un rilancio sotto altre forme di un modello politico e culturale che ha ormai disvelato tutte le sue debolezze. Non credo alla pacatezza dei toni dei sostenitori di Scopelliti che, invece, sono più agguerriti che mai“.
Quali prospettive, adesso, per il Pd calabrese? “Dobbiamo mettere in campo una seria alternativa a questo sistema che ha governato la Calabria negli ultimi 4 anni“, afferma Canale. “Serve autorevolezza, serietà, servono scelte importanti e coraggiose per dare un’idea di futuro sia ai nostri sostenitori che ai calabresi tutti. Non è un’impresa di poco conto, credo che dovremo impegnarci molto per questo. Devo dire pure che non credo che il Pd abbia elaborato ancora un’alternativa. Dovremo impegnarci nelle prossime settimane per farlo a partire dalla scelta del candidato alla Presidenza della Giunta Regionale, che in primo luogo va cercato nell’alveo della politica e non in altri poteri dello Stato. Faccio riferimento a Gratteri: la politica ha le risorse per guidare la Regione dentro il Pd, non abbiamo bisogno di messia che vengano da fuori ne tantomeno di attingere ad altri poteri dello Stato che svolgono bene il loro ruolo e devono continuare a farlo“.
E allora chi potrebbe essere il candidato del Pd? Forse davvero Demetrio Naccari? “Il metodo di scelta, come prevede lo statuto del Pd, deve essere quello delle primarie. Chiunque fosse il candidato individuato dal segretario nazionale Renzi o da quello Regionale, dovrà passare dalle primarie organizzate bene e per tempo. Se Naccari vuole candidarsi, deve fare le primarie come tutti quanti” conclude Canale.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?