Lesioni e non più tentato omicidio. È stato derubricato il reato a carico di Rosario Verdura, 32 anni, Antonino Cardia, 30 anni, e Lorenzo Di Blasi, 22 anni, accusati di aver aperto il fuoco contro la guardia giurata Francesco Giorgianni e il fratello a Spadafora, la sera del 10 febbraio 2012. Nell’occasione Giorgianni, armato, rispose al fuoco per difendersi, ed uccise un quarto membro del gruppo, Domenico Santapaola, 36 anni. Verdura e Cardia sono stati condannati a 4 anni e 6 mesi di reclusione, Di Blasi invece a 3 anni e 10 mesi. I tre imputati dovranno inoltre risarcire le parti civili. Il pm Alessia Giorgianni aveva chiesto 11 anni e 4 mesi per tentato omicidio. Il processo si è svolto col rito abbreviato.
La ricostruzione della vicenda – Tutto è iniziato da un incidente stradale, avvenuto sull’autostrada Messina-Palermo il 12 agosto 2011. Il fratello di Francesco, fu coinvolto in uno scontro con un’altra vettura, nel quale persero la vita Giovanna De Salvo, 29 anni, e il figlioletto Andrea D’Arrigo. Incidente nel quale rimase ferito ma si salvò il marito di lei, Fortunato D’Arrigo, e del quale i parenti della donna diedero la colpa al fratello di Francesco.
In particolare sembra che fu Davide Verdura, cugino di D’Arrigo, a minacciare più volte il fratello di Francesco. Si decise quindi per la spedizione punitiva. La sera del 10 febbraio Verdura, insieme a Cardia, Di Blasi e Santapaola, si recarono a Spadafora, dove risiedevano i fratelli Giorgianni. Il gruppo aspettò che i due rientrassero a casa e l’agguato scattò in strada. Francesco Giorgianni però rispose al fuoco, colpendo a morte Santapaola. Bastarono poche ore agli inquirenti per collegare l’agguato all’incidente.


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