Il significato più autentico della riunone di oggi è ben illustrato nelle parole del sindaco di Messina: “Mobilità sostenibile per una città insostenibile”.
Messina è uno dei partner che partecipa al progetto europeo SUM, Sustainable Urban Mobility, mobilità urbana sostenibile; pur conoscendo i limiti della mobilità cittadina, i suoi livelli di inquinamento atmoferico e acustico, e la sua rete di trasporti non proprio d’avanguardia, la città dello Stretto si apre allo scambio con gli altri partner europei in una tavola rotonda svoltasi stamattina, al Palacultura, dove ha avuto luogo l’Interregional Forum “Europa 2020: Scenari per la Mobilità Urbana Sostenibile“.
Il progetto, co-finanziato dal programma INTERREG IVC, è finalizzato al miglioramento della qualità dell’aria, riducendo i gas serra e la dipendenza energetica, che incidono negativamente sulla salute e sulla vita dei cittadini nelle aree urbane attraverso l’implementazione di politiche locali e regionali sulla mobilità urbana sostenibile.
Al Palacultura si sono riuniti ricercatori, imprenditori, progettisti ed istituzioni pubbliche di 9 Paesi dell’Unione Europea (Spagna, Portogallo, Bulgaria, Svezia, Francia, Lettonia, Polonia, Gran Bretagna e Italia), per trattare le migliori strategie ed iniziative per una mobilità urbana a misura di cittadino, da porre in essere per la nuova programmazione 2014-2020.
Il programma dell’Interregional forum, moderato dall’assessore Gaetano Cacciola, dopo i saluti del sindaco, Renato Accorinti, del presidente della Commissione Affari Trasporti della Città di Riga, il lituano Vadims Baranniks, di Ana Mouriz del SUM, e dell’Arch. Borzì della Motorizzazione civile di Messina, ha lasciato spazio alla presentazione di molti relatori sulle nuove scoperte di biocarburanti e bioenergie e di come queste possano essere utilizzate per i sistemi di trasporto urbani.
Tutti i paesi partecipanti al progetto hanno illustrato con foto e grafici, le misure adottate e da adottere per rendere efficienti i sistemi di trasporto di città europee quali ad esempio Sofia, (Bulgaria) Vigo (Spagna), Amiens (Francia).
Di notevole interesse, l’intervernto dell’ing. Elio Di Lella, consigliere delegato ECOIL s.r.l. di Roma, che ha illustrato gli inportanti studi sui biocarburanti che avvengono in Sicilia, che coinvogono i poli industriali di Priolo e Augusta, e le Università di Palermo e di Catania.
“Messina avrebbe già, per la sua posizione geografica e per il suo porto a falce, un’enorme potenzialità di sviluppo di una rete di trasporti ecostenibile” sentenzia l’ing. Di Lella, parlando del contributo della città alla raccolta di materiali per il riciclaggio e per la produzione dei biocarburanti nel progetto da lui gestito.
Sappiamo che i cambiamenti devono coinvolgere non solo la politica che deve far attuare le regole, ma anche i costumi e le abitudini dei cittadini; pertanto l’idea di una Messina sgombra da automobili e dotata di autobus elettrici deve essere visto come un’work in progress’, un progetto da compiere.
Quindi, immaginare una città con kilometri di piste ciclabili, parchi ed aree pedonali dove far correre i nostri figli non deve essere un miraggio; se nel resto d’Europa succede, deve succedere anche da noi!






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