Continua l’iter parlamentare della legge sull’istituzione di una Zona Economica Speciale a Gioia Tauro. A tal proposito, l’11 e il 13 febbraio scorsi si sono svolte le audizioni fatte all’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri e a Domenico Bagalà, amministratore delegato di Medcenter container spa, società del gruppo Contship Italia che gestisce le attività di transhipment nel porto di Gioia. Il disegno di legge N. 894 sull’Istituzione della Zona Economica Speciale di Gioia Tauro è stato fortemente voluto dal Consiglio Regionale calabrese su proposta del Governatore Scopelliti, costatando che, da quanto riportato nel testo, “il porto di Gioia Tauro, con la sua leadership nel transhipment nel Mediterraneo, e con la disponibilità delle aree retroportuali ha tutte le carte in regola per favorire la nascita e di una zona economica speciale a sostegno di un rapido sviluppo economico e sociale di tutta la Regione Calabria“. Recentemente la Regione Calabria si è fatta anche promotrice di un Accordo di Programma Quadro (APQ), per il quale sono stati spesi 100 milioni di euro da parte di Rfi, che prevede la realizzazione di una serie di complessi ed articolati interventi infrastrutturali che portino a rilanciare non solo il polo di Gioia Tauro nel Mediterraneo, ma anche i cosiddetti “foreign direct investment “ in Italia, ossia investimenti esteri in Italia.
L’istituzione della Zes in Calabria, come si sta leggendo sui giornali e sui principali siti di informazione online, ha ispirato la Lega Nord e proprio il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni che questa mattina, durante una riunione degli Stati Generali della Regione Lombardia con le parti sociali, ha annunciato di voler costituire una zona franca al confine tra Lombardia e Svizzera prendendo a modello proprio la proposta di legge della Regione Calabria.
Ricordiamo i dieci punti da realizzare, proposti lo scorso anno oltre alla Zes: promozione internazionale del porto e del retro-porto, riconoscimento del ferro-bonus e di sistemi incentivanti per l’area retro portuale, revisioni delle concessioni agli operatori dell’area portuale, eliminazione del vincolo ambientale sull’area industriale, realizzazione del gateway ferroviario e delle infrastrutture portuali e ferroviarie previste dall’Apq per Gioia Tauro, realizzazione di tariffe ferroviarie più competitive da parte di Rfi, istituzione di un referente unico interministeriale presso la Presidenza del Consiglio, certificazione di sicurezza interna ed estera realizzata da Unicri.
Sulla base di quanto ideato, Maroni si è espresso in questo modo: “Questo progetto di legge mi sembra fatto bene, mi piace moltissimo e proporrò alle parti sociali di avere il via libera per presentare un analogo progetto per le zone di confine della Lombardia”.


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