Certe dichiarazioni sono proprio inaccettabili. In una serata come quella di ieri sera di Sanremo iniziata proprio con un omaggio al maestro Manzi, che lottò contro l’ignoranza e l’analfabetismo nell’Italia degli anni ’60, certe considerazioni risultano non solo fuori luogo ma sembrano quasi rievocare quegli stereotipi che la cultura e l’istruzione cercano di sconfiggere.
Se certe affermazioni vengono poi da chi si proclama giornalista e scrittore di fama nazionale, ecco che non si può tacere ma bisogna spendere una o due righe in difesa degli offesi.
Il sindaco di Locri lancia dal potente megafono di Facebook queste considerazioni a nome suo e della cittadinanza locrese: “Respingiamo con sdegno le farneticanti dichiarazioni del giornalista Gian Antonio Stella che ieri sera dal Festival Sanremo, manipolando alcune affermazioni di Monsignor Bregantini, ha offeso e mortificato in mondovisione la dignità e l’onestà della città di Locri e dei suoi cittadini“.

“Locri ha sicuramente tanti problemi, ma non è quel “posto brutto” che vuol far credere Stella agli italiani. Io sono orgoglioso di essere lo rese. W Locri.W i Locresi“.
Come spesso accade, la brutta nomina di un luogo oscura le virtù e le eccellenze che esso possiede; i pochi disonesti eclissano la moltitudine corretta che quotidianamente lavora e produce nel rispetto degli altri e della collettività.
Quindi caro maestro Manzi, a cui è stata dedicata la serata ieri, torna sulla terra, perché, vedi, ‘non è mai troppo tardi’ far capire a certa gente che accresce il proprio ego con affermazioni ottuse e che scambia il palco dell’Ariston per la fiera delle ‘sciocchezze’che l’onestà va sempre esaltata, anche in quei luoghi dove sembra prevalere il clientelismo e la malavita. Perché per un cittadino che delinque, ce ne sono cento che vivono alla luce del sole. E i Locresi lo sanno….Stella, poverino, forse no!


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