Video-shock su Riina in carcere: è giusto parlarne?

>>>ANSA/STATO-MAFIA: RIVELAZIONI RIINA CONFERMEREBBERO TRATTATIVACi sono circostanze in cui la stampa dovrebbe astenersi dal suo compito principale, cioè quello di informare e di far discutere su cose e persone. Anche la scelta di NON pubblicare determinate dichiarazioni, può essere informazione (buona).

Leggerete solo poche parole di commento che danno forma a pensieri che vogliono essere un modesto monito; un breve commento pensando a chi, andando a scuola e al liceo in questi ultimi anni, è stato educato alla legalità, a celebrare le vittime silenziose della mafia, a commemorare gli eroi che l’ hanno combattuta; un breve commento pensando a chi, andando all’estero, si è sentito gettato addosso il binomio siciliani-mafiosi; un breve commento a favore di chi ancora oggi aspetta che sia fatta giustizia per i torti subiti.

Di fronte al filmato che è stato diffuso che mostra il dialogo tra Totò Riina e Alberto Lorusso, si vede solo l’arroganza con cui questi due detenuti (sono in carcere per i reati commessi) osano lanciare minacce contro il magistrato Di Matteo, ricordando nostalgicamente i loro gloriosi successi, e viene da chiedersi se non sia giusto punire anche con l’indifferenza esseri così vili. Non meritano alcun tipo di attenzione mediatica, né fiction su di loro, né video di alcun tipo.

Chi è stato un cancro per la società e per la Sicilia, chi ha procurato lutti nelle famiglie, chi ha fatto vacillare ma non spezzato le istituzioni, chi ha avvelenato la storia degli ultimi decenni merita solo ostracismo collettivo e il silenzio dell’indifferenza da parte della comunità. Il silenzio è il grido più forte di chi ancora crede nella giustizia degli uomini.