Messina, sgombero Casa portuale. Garofalo: “comitato Pinelli ha meriti, ma giusto ripristinare legalità”

vincenzo garofaloIl deputato messinese del Pdl Vincenzo Garofalo è intervenuto, tramite Facebook, sullo sgombero della Casa del portuale, occupata fino a stamattina dal collettivo del Teatro “Pinelli”. Garofalo riconosce al comitato “il merito di aver sollevato questioni annose e criticità” che sono state da troppo tempo ignorate da chi ha governato la città. Il parlamentare si dice però d’accordo con lo sgombero della Casa del portuale, necessario per “ripristinare la legalità”.

Garofalo però pone l’attenzione su una questione che ha fatto molto discutere, al di là della legittimità o meno dell’occupazione dello stabile. Ovvero il murale realizzato dal writer Blu. Il deuputato chiede alle istituzioni competenti di “discutere con serietà e senza pregiudizi di sorta il futuro” dell’opera. Di seguito l’intervento integrale di Garofalo:

Stamattina, come sapete, è stata sgomberata la Casa del Portuale e questo, come ovvio sta suscitando varie reazioni. Ritengo opportuno fare intanto due premesse: la prima è che al comitato occupante va riconosciuto il merito di aver sollevato-dal 15dicembre2012 ad oggi-questioni annose e criticità serie che avrebbero dovuto essere affrontate da chi di dovere con responsabilità in tempi e modi diversi. La seconda è che ritengo sia opportuno, in qualsivoglia modo si svilupperà il futuro della Casa del Portuale, discutere con serietà e senza pregiudizi di sorta il futuro del murales di Blu, realizzato sulla facciata della struttura, dal momento che questo artista è considerato uno dei 10 writers del momento più importanti al mondo. Posto questo, dopo mesi di occupazione era dovere di chi difende l’ordine pubblico, ripristinare la legalità. Non è sempre facile rispettare le regole ma proprio in riguardo di chi lo fa, sottoponendosi ogni giorno ad enormi sforzi e sacrifici, si ha il dovere di usare un solo peso e una sola misura per tutti, sempre.
Titolari di ritrovi che con difficoltà pagano tasse e spese gestionali per non uscire dalla sfera del lecito; famiglie costrette ad infinite attese per l’attribuzione di un immobile che spetta loro di diritto. Sono storie che conosciamo e per la risoluzione delle quali dobbiamo continuare a lavorare ma non possiamo permetterci di ritenere sia possibile affrontare le vicende critiche con le deroghe, bisogna provvedere semmai alle regole e se quelle già in vigore si rivelano inadeguate l’impegno dovrà essere finalizzato a modificarle e adeguarle non ad eluderle