
La Corte d’Assise di Messina ha inflitto trent’anni di reclusione a Roberto Cannistrà, l’operaio 39enne che, il 23 dicembre 2011, uccise Eufemia Biviano, 62 anni, nell’abitazione della pensionata, a Lipari, in contrada Quattropani. Il delitto avvenne nel corso di un tentativo di rapina. Cannistrà accoltellò a morte la donna, per poi pulirsi in un lavandino.
Proprio le tracce di sangue rilevate dai membri del RIS di Messina furono determinanti per inchiodare Cannistrà: tracce di sangue della Biviano e dell’uomo vennero rilevate sia nel lavandino sia sulle scarpe dell’operaio. Inoltre Cannistrà fu riconosciuto come colui che vendette i proventi della rapina, alcuni gioielli, in un “compro oro” di Messina. Il pubblico ministero Mirko Piloni aveva chiesto per l’assassino la condanna all’ergastolo.


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