Oltre cento milioni di euro di debiti certi al 2012 e diverse carenze strutturali e di organizzazione, oltre alla cronica carenza di personale e a un’amministrazione che negli ultimi tre anni non ha dato le risposte che ci si aspettava. È il quadro che emerge dal report all’ARS di una commissione che ha analizzato la situazione delle Aziende ospedaliere dell’isola. Così come Messina, anche Catania e Palermo si trovano in una situazione palesemente non ottimale.
All’Asp di Messina vi è una scarsa diffusione di defibrillatori e un ritardo consistente nell’apertura dei PTA, i presidi territoriali di assistenza, che dovrebbero garantire agevolazioni soprattutto ai pazienti più “fragili”, specie gli anziani, che avrebbero più punti di contatto con l’azienda. Di contro, a Messina, rispetto agli altri distretti, le liste di attesa per le visite specialistiche sono leggermente più brevi, ma per alcuni esami occorre sempre aspettare dei mesi.


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