La crisi sta finendo davvero? Intervista all’esperto: “sì, ma in Italia c’è ancora tanto da fare…”

crisi-immobiliare-home-bigLe indicazioni fornite dal mondo di borse e finanza nelle ultime settimane sembrano incoraggianti. Nonostante le tensioni sui verbali della Fed, nelle ultime ore è tornato a scendere il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e il bund a 10 anni, che ieri ha chiuso a 240 punti base (stamattina è già sceso a 236), dopo che aveva sfondato quota 250. Ma tre giorni fa era arrivato a quota 230, la più bassa da oltre due anni. Contemporaneamente dai mercati americani ed europei arrivano interessanti segnali di ripresa economica, soprattutto nel settore edilizio e immobiliare. Anche in Italia la situazione sembra migliore rispetto a un anno fa, e ci sono i primi segnali di ripresa. Per fare il punto della situazione abbiamo intervistato un grande esperto del settore, il reggino Bruno Sergi, docente di economia internazionale all’Università di Messina e docente della Harvard University, uno dei principali centri di studio e ricerca degli Stati Uniti d’America, a Cambridge, nel Massachusetts, nell’area metropolitana della città di Boston. Sergi tra un paio di settimane parteciperà al meeting per il 10° anniversario del Valdai Club, unico italiano invitato a un appuntamento così importante insieme al prof. Romano Prodi.
 
crisisQual è la situazione economica internazionale? La crisi sta finendo davvero?
 
Dopo anni di grandissime difficoltà, l’economia mondiale sta dando i primi segni di ripresa, che si presenta, però, a “macchia di leopardo”, una ripresa non uniforme. Paesi come l’Olanda, campione del rigore teutonico nei primi mesi della crisi dell’Eurozona, continuano a soffrire (Pil -0,2%).  Al contrario, la ripresa c’è, in particolare negli USA, dove il Pil cresce e la disoccupazione diminuisce. Situazione simile in Francia, dove l’Insée (l’istituto nazionale di statistica) ha diffuso i dati dell’ultimo trimestre e ha calcolato un Pil in crescita dello 0,5%, suscitando l’entusiasmo del presidente François Hollande. Cresce la Germania della cancelliera Merkel, (ormai avviata sulla strada della riconferma del suo mandato elettorale ad ottobre). Continua a presentare tassi di crescita rispettabili, sebbene più bassi rispetto agli anni precedenti, la Cina, che ha ancora bisogno di fiducia per far ripartire i consumi interni e controllare le dinamiche del credito interno e della solidità delle sue banche“.
 
crisiE l’Italia?
 
Per quanto riguarda l’Italia, a mio avviso è  ancora troppo presto per gridare alla “vittoria”. Il nostro Paese è tecnicamente ancora in una fase di recessione (Pil -0,2%). Ma paradossalmente, nonostante una disoccupazione tendenzialmente a 3.5 milioni, la crescita potrebbe farsi vedere presto, entro la fine del 2013 o l’inizio del 2014“.
 
Ci spieghi meglio questo paradosso: com’è possibile una crescita unita ad una prospettiva di disoccupazione spaventosa?
Perchè la crisi ha fatto perdere al nostro paese punti e punti di ricchezza quindi la ripresa ripartirebbe dal basso, cioè una crescita legata ad un rimbalzo tecnico. Da noi sono mancate vere riforme strutturali, da tutti invocate ma da nessuno (ancora) realizzate. Il nostro problema è di lungo periodo, con la necessità di rivedere a fondo la struttura della spesa pubblica, da Roma fino al più piccolo comune d’Italia“.
BORSA MILANO: GIRA IN RIALZO (+0,6%), EXOR E FIAT +5%Per risolvere un problema, però, bisogna prima di tutto individuarne le cause. 
Il problema non era ed è solo lo spread come tutti sbandieravano (oggi in picchiata anche a cause interne alla Germania), ma quello della burocrazia lenta e farraginosa, quello della ricerca, dove investiamo troppo poco e quando lo facciamo la spesa è mal gestita; gli investimenti nelle opere pubbliche strategiche non sono prese in seria considerazione o arrancano e/o si lasciano a desiderare. Nonostante un patrimonio storico ed artistico che ci invidia il mondo intero (da solo potrebbe far ripartire l’economia attraverso un turismo di qualità), non si è riuscito (almeno fino ad ora) a sfruttarlo come merita“.
borsa30_xin--400x300Le possibili soluzioni? Qual è la ricetta ideale per il nostro Paese?
Il Paese ha bisogno di vere riforme, non del rigore di stampo ortodosso e della burocrazia europea, perché il rigore se non è accompagnato da una buona medicina porta diritti nel tunnel della recessione così come nuove e attendibili ricerche dimostrano. La spesa pubblica in Italia è elevata, inefficiente e improduttiva. Continuiamo a  spendere una elevata quota del Pil e lo facciamo anche male, creando storture, sacche di corruzione e quant’altro. Questa sarebbe la ricetta per rilanciare la nostra economia, rivedere i capitoli del bilancio dello stato, regioni, comuni, e la miriade di enti inutili e zavorre per un paese moderno. Ma i governi degli ultimi anni non sono stati in grado di applicare queste teorie – a parole da tutti condivise – al nostro Paese. Chiudo io con una domanda. Perchè non l’hanno fatto?