Messina possiede, all’insaputa di gran parte dei suoi cittadini, di un enorme patrimonio storico-culturale. Ci sarebbe anche una bella struttura creata ad hoc per mettere in mostra almeno parte delle tantissime opere a disposizione della città. Si tratta del Museo Regionale, nella sua nuova sede quasi pronta ma ancora lontana dall’inaugurazione, posta alla base del Viale Annunziata. Tale sede, composta da una serie di edifici collegati tra di loro, darebbe ampio spazio a tutta una serie di opere che sono purtroppo stipate nei magazzini del vecchio edificio, l’ex filanda Barbera-Mellinghoff. Purtroppo però ciò ancora non avviene, perché mancano importanti lavori di completamento.
È quanto ci segnala Domenico Gioffré, storico ed archivista, residente a Bagnara Calabra ma laureatosi a Messina, e grande estimatore delle potenzialità culturali e artistiche della città. Il dottor Gioffrè definisce la nuova sede del museo “una cattedrale nel deserto“, quando invece “potrebbe rappresentare un polo artistico-museale di eccellenza per l’intera area dello Stretto, assieme al Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria, qualora venisse riaperto in tempi rapidi“.
Gioffré, nel mese di marzo, inviò una missiva al governatore della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, nella quale segnalava questo grande “spreco”. Un’opera, la nuova sede del Museo, costata centinaia di milioni di lire e ad oggi mai inaugurata. Gioffré, non ottenendo alcuna risposta a livello regionale, ha quindi deciso di rivolgersi al neo-sindaco Renato Accorinti, sicuramente una persona estremamente attenta alla cultura e all’arte. Lo storico ha scritto ad Accorinti:
[…] Ho visitato più volte il museo che oggi custodisce parte del tesoro artistico e ne sono rimasto affascinato non solo per le opere di Antonello e Caravaggio ma anche per tutto il resto. Gli addetti museali mi hanno sempre riferito che molte opere si trovano nei depositi per problemi di spazi o che altre (come la statua del Nettuno del Mortorsoli) sono state trasferite nella nuova sede, che presenta problemi di umidità, d’infiltrazioni d’acqua e quant’altro.
Non conosco beni i motivi che ritardano l’apertura della nuova struttura ma piange il cuore vedere una simile costruzione quale “Cattedrale nel deserto”, che invece potrebbe essere un volano di crescita turistica ed economica per l’intera città. […]
Di fatto lo storico mette in luce l’evidente problema di spazi che ha la vecchia sede, motivo per il quale è stata costruita la nuova adiacente struttura. Un’opera che però non può essere inaugurata al momento, e probabilmente non lo sarà prima di due anni. Due distinti finanziamenti, provenienti dal Po Fesr 2007-2013 (Piano Operativo Fondi europei di Sviluppo Regionale), verranno sfruttati per i lavori di “integrazione, adeguamento e modifica delle dotazioni e degli impianti preliminari all’apertura del nuovo Museo” e ai lavori di ristrutturazione e adeguamento della vecchia sede. Entrambi i bandi sono già stati assegnati, ma le operazioni richiedono del tempo.
È fin troppo chiaro che l’apertura di questa struttura potrebbe fornire spazi ben più funzionali a mostre, eventi, manifestazioni artistiche e culturali. Il sindaco Accorinti, proprio oggi, ha affermato che “Messina deve tornare all’antico splendore“. Di certo arte e cultura possono e devono contribuire a creare quel valore aggiunto che ridia lustro alla città e che contribuisca a fornire attrattive turistiche di rilievo. Purtroppo a Messina come del resto altrove (rammentiamo che il museo è “regionale”) piuttosto che “valorizzare la cultura”, negli ultimi anni si è alimentata invece la “cultura dello spreco“. Speriamo che il Museo Regionale, così come il Museo di Reggio Calabria e tutte le altre strutture del Sud che dovrebbero ricevere ben altre attenzioni da parte delle istituzioni, riescano ad ottenere la valorizzazione che meritano.


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