Disastro di Genova: le trascrizioni dei dialoghi dalla plancia della Jolly Nero. Nella tragedia morì il milazzese Giuseppe Tusa

INCIDENTE GENOVA: SINDACO DORIA,DOMANI LUTTO CITTADINOEh niente, buttato giu’ la torre dei piloti… saranno tutti morti”. E’ la voce del comandante del Jolly Nero, Roberto Paoloni, registrata dalla scatola nera del cargo la notte del 7 maggio quando abbatte’ l’ edifico nel porto di Genova, uccidendo 9 persone, tra le quali il sottufficiale della Guardia Costiera Giuseppe Tusa, di Milazzo. Le trascrizioni delle voci di quella sera, pubblicate da alcuni quotidiani, ripercorrono le fasi della manovra, dalla partenza alla tragedia. Oltre al comandante, si sentono il pilota Antonio Anfossi e il primo ufficiale Lorenzo Repetto.

Quella sera il motore della Jolly Nero per due volte non dette segnale di funzionamento allapartenza e prima dello schianto. Alle 20.59, quasi due ore prima dell’incidente, il comandante Paoloni e il primo ufficiale Repetto commentano il mancato avvio del motore. ”Il motore non ha soffiato”, e’ il segno della normale attivita’. Poi suona l’allarme di mancato avviamento.

Giuseppe Tusa
Giuseppe Tusa

Alle 21.01 il primo ufficiale Repetto chiede: ”Partiti?”. Il comandante Paoloni risponde: ”Non e’ partito niente. Ogni voltache si parte da Genova e’ sempre… Bisogna farsi il segno della croce. Specialmente poi quando fanno servizi di bordo… la Solas, la visita scafo-macchina. C’e’ da mettersi le mani nei capelli”. Alle 21.59 sale a bordo il pilota del porto Antonio Anfossi. Alle 22.19 Repetto chiede: ”E’ partita? Perche’ i giri non mi danno niente”.

E alle 22.35 il primo ufficiale riceve una telefonata dal direttore di macchina e dice: ”…io non posso stare qua, ce la fai ad avvisarmi… tu mi chiami, al limite mi chiami”. Successivamente viene dato l’ordine di riavviare il motore, ma non si sente il soffio di sfiato. Alle 22.57, a due minuti dall’impatto parla il pilota Anfossi: ”Molto adagio avanti”, ma dopo pochi secondi suona l’allarme di mancato avviamento. Repetto: ”Non e’ partita”. Anfossi: ”Pronti alle ancore”. Paoloni alle 22.59: ”State pronti alle ancore, presto”. E’ il momento dell’impatto.

Italy Cargo Ship CrashAlle 22.59.34 rumori della chiglia sulla banchina; 22.59.42: il crollo. Paoloni: ”Buttato giu’ la torre, saranno tutti morti“. Poco dopo Anfossi chiama il capo Piloti del porto, Giovanni Lettich: ”Si’ Giovanni, ho buttato giu’ la torre dei piloti. E’ successo un disastro”. Subito dopo e’ Paoloni a chiamare Giampaolo Olmetti, consigliere di amministrazione con delega all’armamento della societa’ Ignazio Messina. ”C’e’ stato un grosso incidente… Siamo andati addosso a una banchina… Abbiamo buttato giu’ la torre piloti…”.