Alessandro Tinaglia è arrivato all’ultimo posto della corsa alla carica di sindaco di Messina, ottenendo solo l’1,95% delle preferenze. Il candidato del movimento Reset! (la lista ha ottenuto appena l’1,3% dei voti), analizza così quanto emerso da queste elezioni:
“Siamo amareggiati e delusi. È evidente che abbiamo commesso degli errori, non siamo riusciti a colpire la cittadinanza. Ma è anche vero che il 90% dei voti di lista non sono andati in controtendenza, come invece si sperava. Basti guardare le percentuali nostre, dell’M5S e di Accorinti, che superano appena il 10%. Dov’è il cambiamento? Non è cambiato nulla. Ancora una volta l’elettorato ha premiato i partiti tradizionali, quelli che ‘promettono’ e basta”.
Qual è il destino di Reset? “È chiaro che in questi 2 anni di attività abbiamo sbagliato qualcosa. Ripartiamo già da oggi, e punteremo a migliorarci, capendo dove abbiamo sbagliato“. Accorinti? “Il suo successo è dovuto al travaso di voti di protesta, migrati dal Movimento 5 Stelle. Se si guardano le percentuali di febbraio, è abbastanza chiara la cosa“. Ballottaggio? “Come ho già detto, non appoggiamo nessuno. Il nostro programma è fatto di 290 proposte. Lavoreremo per andare avanti in questa direzione“.


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