Catania: è morto Giovanni Guarascio, si era dato fuoco per salvare la casa

Giovanni Guarascio
Giovanni Guarascio

È morto Giovanni Guarascio, il muratore di Vittoria di 64 anni che il 14 maggio scorso si era dato fuoco, cospargendosi il corpo con la benzina, per impedire che venisse sfrattato da casa sua. L’uomo era ricoverato da martedì scorso all’ospedale ”Cannizzaro” di Catania per le gravissime ustioni di primo e secondo grado su oltre il 60% del corpo.  Fatale per Guarascio è stato un arresto cardiocircolatorio. Rimangono ricoverati la moglie, Giorgia Famà, e l’agente di Polizia, Antonio Terranova, intervenuto per salvare l’uomo. Entrambi sono stati investiti dalle fiamme.

La donna ha ustioni di secondo e terzo grado sul 20% del corpo, in particolare su viso, collo e torace, con lesioni meno gravi a mani e avambraccia. Terranova invece ha ustioni di terzo grado sul 30% della superficie corporea, in particolare a viso, braccia e orecchio sinistro. Le condizioni dei due rimangono stazionarie. Entrambi hanno ricevuto medicazioni avanzate per la copertura delle ustioni e a partire dalla prossima settimana saranno sottoposti a interventi ricostruttivi tramite autoinnesti di cute. I medici scioglieranno la prognosi dei due pazienti solamente dopo il completamento degli interventi chirurgici.

La casa di Guarascio era stata messa all’asta per un debito che l’uomo aveva contratto con una banca ragusana per un totale di 10mila euro. I primi soccorsi all’Ospedale di Vittoria, dove le sue condizioni erano apparse disperate. Per questo era stato deciso il trasferimento al Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale “Cannizzaro” di Catania, dove i medici hanno tentato l’impossibile per salvarlo, purtroppo senza successo. Troppo gravi ed estese le ustioni.

Subito dopo il terribile gesto la Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta, iscrivendo nel registro degli indagati i responsabili del procedimento che ha portato al pignoramento e alla vendita della casa. Il reato ipotizzato, dal procuratore capo Carmelo Petralia e dal sostituto Federica Messina, è di turbativa d’asta. L’inchiesta procede su due binari paralleli, uno riguardante l’aggiudicazione della casa all’asta, mentre l’altro sta studiando la storia e l’evoluzione del rapporto debitorio bancario e dell’esecuzione immobiliare. In merito a quest’ultimo fascicolo la Guardia di Finanza del comando provinciale di Siracusa ha acquisito, atti su disposizione della magistratura. Vi sono infatti molti punti oscuri riguardanti la vendita della casa. Sembra che, dopo numerosi ribassi, la base d’asta fosse scesa a 27mila euro, per poi risalire addirittura a 60mila euro nel giro di un anno.