
“Quando l’anno scorso seppi dell’inchiesta sulla trattativa tra Stato e mafia io tifavo persino per il pm Antonio Ingroia. Ho iniziato a prendere coscienza solo che le confidenze che mi aveva fatto nel ’93 l’allora vice capo del Dap Francesco Di Maggio potevano essere importanti“. Lo ha detto Rosario Pio Cattafi, l’avvocato in carcere al 41 bis per associazione mafiosa, deponendo al processo a carico del generale Mario Mori. “Avevo anche intenzione di presentarmi in Procura per raccontare dell’incontro avvenuto nel ’93 in un bar di Messina in cui Di Maggio mi chiese di fare da tramite con l’avvocato di Salvatore Cuscunà per riuscire a contattare Nitto Santapaola per fare fermare le stragi mafiose“, ha proseguito ancora Cattafi rispondendo alle domande del pm Antonino Di Matteo, che con il pm Roberto Tartaglia rappresenta l’accusa nel processo. “Ma poi non l’ho più fatto perché nel frattempo ho avuto problemi giudiziari e non volevo che si pensasse che lo raccontavo proprio per questo motivo“.


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