E’ un Rosario Crocetta con le idee chiare, quello che presenta il bilancio 2013 della Regione Siciliana. Propositi rivoluzionari, che ribaltano il precedente concetto di utilizzo dei fondi pubblici. Sulla questione “dissesto finanziario”, e in particolare su Messina, Crocetta, che ha evitato il default grazie ai fondi stanziati ieri dalla sua giunta, ha affermato: “Non si può far fallire un Comune con un debito di 40 milioni di euro, faremmo fallire tutta la Sicilia. Non potevamo non salvare Messina che è stato l’unico Comune a presentare un piano di risanamento. Salvare i Comuni siciliani significa salvare la Regione“.
Si parla poi della famosa “Tabella H” e delle società a partecipazione regionale, spesso usate per parcheggiare amici e parenti in cerca di una sistemazione. “Per la tabella H non abbiamo previsto alcun fondo e alla voce abbiamo messo zero. Questo non significa che non finanzieremo più nessun ente ma lo faremo secondo indicazioni fissate dal governo“. L’entità del fondo, specifica Crocetta, “la deciderà il Parlamento. I singoli fondi verranno gestiti dai dipartimenti ma mi auguro soltanto che l’Assemblea non pensi a una legge che ricrei questi meccanismi incontrollabili“. Ricordiamo che la “Tabella H” era una voce del bilancio tramite la quale si stanziavano finanziamenti a pioggia a enti di vario tipo.
“Le società partecipate – continua Crocetta – sono state un modo per aggirare le norme che pongono divieti per l’assunzione del personale. Stiamo cercando di fuggire dalle partecipate perché erano nate per risparmiare e in realtà ci costano il triplo“. In particolare il Governatore si riferisce alla “Sicilia e-Servizi spa” che si occupa della gestione dei servizi informatici della Regione. “E’ chiaro – aggiunge – che questa cosa va risolta. Si potrebbe sciogliere la società liberando il personale che potrebbe essere assorbito successivamente da un’altra ditta“.
Infine una precisazione su fondi destinati all’Ars: “Non abbiamo toccato i fondi dell’Ars per il semplice motivo che avrebbe aperto un conflitto istituzionale. E comunque confidiamo nel fatto che il Presidente dell’Assemblea, Ardizzone, ha annunciato nelle proprie dichiarazioni programmatiche che avrebbe rivisto i fondi. Confidiamo che questo venda fatto in aula“.


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