Resta in carcere Salvatore Di Grazia, il 75enne, arrestato il 26 novembre scorso dai carabinieri di Catania, con l’accusa di avere ucciso la moglie, Maria Francesca Cimo’, per gli amici Mariella, 72 anni, al culmine di una lite per motivi economici e passionali, facendo poi sparire il corpo. Lo ha deciso la quinta sezione del Tribunale del riesame che ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare, per omicidio e soppressione di cadavere, emessa dal Gip Alessandro Ricciardolo su richiesta del sostituto procuratore Angelo Busacca. La donna e’ scomparsa dall’abitazione della coppia, il 25 agosto del 2011, ma la denuncia e’ stata presentata dal marito il 5 settembre successivo. La coppia era sposata da 43 anni, ma negli ultimi periodi c’erano stati dei contrasti tra marito e moglie, in particolare sulla gestione di un autolavaggio self service per autovetture di Aci Sant’Antonio, di proprieta’ della Cimo’ e nel quale lavorava il Di Grazia. La donna lo voleva vendere, mentre il marito era assolutamente contrario, anche perche’, sostengono gli investigatori, ”utilizzava gli uffici per incontri legati a relazioni extraconiugali”.
Catania: resta in carcere marito della 72enne scomparsa, l’accusa è omicidio e occultamento di cadavere


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