
“L’operazione di oggi conferma ancora una volta una situazione nota ed emblematica di un certo modo di essere dei gruppi mafiosi di Trapani. Ovvero gruppi d’affaristi“. Così il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, ha commentato l’operazione che ha portato all’arresto di 6 persone, fra Trapani e Palermo, e accusate di rappresentare la “longa manus” di Cosa nostra negli affari legati alla produzione di energie alternative.
“E’ una mafia d’affari – ha detto Messineo –, che usa la violenza soltanto per quel tanto necessario per intimidire e sottomettere i concorrenti, in forte collegamento con i gruppi imprenditoriali. Ha implicazioni che collegano l’attività con settori della politica che è un tramite necessario per potere accedere ad autorizzazioni, ai permessi, alle licenze e quant’altro“.
Dalle indagini è emerso il collegamento tra alcuni arrestati e il capomafia latitante Matteo Messina Denaro, figura sempre più borderline tra mafia e affari: “Ancora una la figura di Messina Denaro fa da sfondo – ha spiegato Messineo -, costituisce una presenza necessaria in tutte queste attività. Sappiamo che è un boss particolare, che gravita nel mondo degli affari, e che svolge la sua attività a cavallo tra mafia e affari. Un necessario anello di collegamento, un trait d’union tra questi due mondi“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?