Emergono ulteriori dettagli nell’ambito delle operazioni ”Paglia e fieno” e ”Forfour” (dal nome dell’auto utilizzata per il trasporto della droga dalla Calabria alla Sicilia) che hanno condotto all’arresto di 20 persone più due provvedimenti di obbligo di firma. Le principali fonti di approvvigionamento di droga per i presunti spacciatori di droga erano la Campania e la Calabria. ‘‘La droga – spiega il procuratore aggiunto Teresa Principato – era destinata al mercato palermitano e gestita da personaggi direttamente collegati a Cosa nostra come Giovan Battista Marino, che si occupava di fare gli ‘ordini’ ma anche di seguire lo smercio sulla piazza”. Il canale principale di approvvigionamento era a Castellammare di Stabia dove operava Attilio Cesarano, gia’ indagato nell’ operazione Monterrey, condotta a maggio scorso. Sempre attraverso questa pista, gli inquirenti sono risaliti a Salvatore e Andrea Di Maggio, che gestivano la zona di Palermo centro, e a Giovanni Battista Marino. A fare da tramite, a sua volta, era Angelo Mendola. Nello spaccio erano coinvolte le zone di Brancaccio, Cruillas e Uditore. Qui era attivo Guido Spina assieme a Vincenzo Cosenza, titolare del panificio ”Dolce e salato” in via Casalini.


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