“Le mie dimissioni non sono una resa alla criminalità organizzata, ma un monito per sensibilizzare chi di competenza sul clima politico e sociale insostenibile che si vive a Cerda“. E’ la denuncia del sindaco del piccolo comune del palermitano, Andrea Mendola, che ha deciso di dimettersi dopo l’intimidazione subita per mano di ignoti che hanno dato alle fiamme la sua auto e quella della moglie.
Nel 1991 il Comune di Cerda, appena 5mila abitanti, circa 20 chilometri da Termini Imerese, è stato sciolto per la prima volta per infiltrazioni mafiose dal ministero dell’Interno, e poi ancora nel 2006. “Ma da allora – dice Mendola – non è cambiato niente. Mi aspettavo dalle istituzioni locali manifestazioni di solidarietà e legalità contro queste intimidazioni ma non è accaduto nulla“. Il primo cittadino ha scritto una lettera aperta alla commissione antimafia e alle maggiori cariche dello Stato, Presidente della Repubblica, Ministro degli Interni ed anche al prefetto di Palermo, per spiegare le sue ragioni.


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