Ingroia e il suo incarico in Guatemala: “A Palermo lascio un pezzo di cuore, ma sarò più libero di parlare”

A Palermo lascio un pezzo di cuore e un pezzo della mia vita, non vorrei sembrare un sentimentalista, ma e’ quello che provo in questo momento. Il mio stato d’animo e’ combattuto con sentimenti diversi“. Lo afferma Antonio Ingroia, Procuratore aggiunto di Palermo, che domani parte per il Guatemala, dove si tratterrà per circa un anno, per un incarico dell’Onu. Ingroia è molto emozionato mentre nella sua stanza c’è un grande caos, tra gli scatoloni e le scartoffie, e le tante persone che vogliono salutarlo. Presenti gli ufficiali dei Carabinieri, il Reparto operativo al Comando provinciale, che ci tengono a salutare un procuratore con il quale hanno lavorato volentieri. Gli impiegati della sua segreteria gli hanno regalato un e-book e un porta documenti. Gli uomini della sua scorta invece, gli hanno portato in dono una grande valigia nera.

Guardando indietro convive un sentimento di nostalgia – dice, visibilmente emozionato Ingroia all’ADNKRONOS – perche’ lascio davvero un pezzo della mia vita in questo ufficio dove sono stato per vent’anni consecutuvi”. “Qui ho istruito le indagini piu’ importanti della mia carriera, da Bruno Contrada a Marcello Dell’Utri, da Mauro Rostagno all’omicidio Salvo – spiega il procuratore – fino all’inchiesta sulla trattativa tra Stato mafia che adesso porteranno avanti i miei colleghi. Sono cresciuto nell’esperienza professionale, invecchiando inesorabilmente, come dimostra la mia barba bianca”. “Non conosco le mezze misure – sorride Ingroia  – ho vissuto i miei primi 53 anni in Sicilia, senza mai lasciare per lavoro quest’isola. L’unico mio trasferimento e’ stato Marsala (Trapani) che dista a meno di cento km da Palermo. Adesso cambio persino continente. Ma non provo solo nostalgia. Ritengo che il ‘saldo’ della mia esperienza sia in attivo. L’esito dei miei processi e’ stato quasi sempre la condanna degli imputati, fatta eccezione l’ingiusta assoluzione di Toto’ Riina nel processo per l’omicido di Mauro De Mauro“.