Il mare di Gela, provincia di Caltanissetta, continua a restituire reperti archeologici di valore. In contrada Bulala, dove già sono state rinvenuti i resti di due navi greche, sono stati rinvenuti tre coppe ad orlo rientrante biansate (ovvero a due anse) datate al V secolo a.C. e frammenti di anfore della stessa epoca ma anche più recenti. E’ stato un subacqueo, Francesco Cassarino, a segnalare gli oggetti, e i tecnici della Soprintendenza del Mare, coordinati dal soprintendente Sebastiano Tusa, hanno effettuato una vasta perlustrazione dell’area coadiuvati anche dai sommozzatori dei Carabinieri.
Recuperata pure un’antefissa in terracotta, elemento della copertura dei tetti posto sulla testata delle travi o dei coppi di gronda. La parte antistante dell’antefissa presenta l’immagine della Gorgone realizzata in bassorilievo. L’antefissa risale alla prima metà del VI secolo a.C. e rappresenta uno degli oggetti più antichi ritrovati finora nelle acque siciliane. I reperti saranno esposti al museo archeologico di Gela, dove stamattina sono stati presentati nel corso di un incontro cui è intervenuto anche il neo governatore della Sicilia Rosario Crocetta. “Mi auguro – ha detto – che questi reperti rimangano nel museo di Gela e che non vengano portati via come è successo in altri casi. Stiamo anche pensando ad istituire il Museo del Mare, proprio a Gela“.


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