Sequestro Muos di Niscemi, le prime reazioni di Rifondazione e Comitato Terra Nostra

Il Muos di Niscemi

Apprendiamo con soddisfazione che la magistratura ha posto sotto sequestro il Muos di Niscemi per violazione delle leggi ambientali. Questo provvedimento dà forza e ragione alla mobilitazione di migliaia di cittadini e di siciliani, da mesi protagonisti di una protesta che troverà il suo culmine nella manifestazione nazionale di oggi pomeriggio a Niscemi.” Lo dichiara Antonio Marotta, segretario regionale di Rifondazione Comunista in Sicilia e candidato all’ARS nella lista della sinistra unita (Fds, Sel, Verdi). ”Il tasso di attenzione non deve tuttavia abbassarsi. Il coacervo di interessi e poteri che ha consentito la costruzione di questo sistema di comunicazioni satellitari ad uso militare in un’area di inedificabilità assoluta e in un sito di interesse comunitario certamente non si fermerà dinanzi alle indagini dell’autorità giudiziaria. Solo la costante mobilitazione popolare può bloccare questo tentativo di militarizzare la Sicilia, ancora più inquietante di fronte ai nuovi venti di guerra che soffiano sul Mediterraneo.

Chi vuole dare un colore politico alla battaglie contro l’istallazione del Muos deve essere isolato. Ci aspettiamo una presa di posizione dalla parte sana del Comitato No Muos, dalle istituzioni e da chi ha a cuore la libertà di espressione”. Lo chiede il Comitato Terra Nostra, dopo che alle associazioni che lo compongono è stato notificato il ”divieto allo svolgimento del corteo per ragioni di ordine pubblico”. ”Un atto che sa di censura”, secondo gli aderenti al comitato, visto che ”non abbiamo indetto nessun corteo” ma semplicemente espresso ”la nostra convinta adesione alla manifestazione del ‘Comitato No Muos‘ il quale invitava cittadini e associazioni a partecipare”. Il comitato ricorda che ”nei giorni precedenti avevamo preso, oltre che con i membri del Comitato No Muos, contatti anche con l’amministrazione del Comune di Niscemi nella persona dell’assessore all’Ambiente Massimiliano Ficicchia, al quale abbiamo espresso la nostra volontà di stare accanto alla cittadinanza e contro l’installazione del sistema satellitare americano e visto lo spirito popolare e trasversale che doveva avere la manifestazione, avevamo deciso di partecipare senza portare alcuna bandiera al di fuori di quella italiana e siciliana”.
Evidentemente, sottolineano le associazioni, ”ci vogliono imbavagliare”. Per questo motivo il Comitato ”Terra nostra” chiede risposte a tutti livelli e si domanda: ”Non è che dietro quest’atto esistono delle pressioni da parte di chi come la sinistra antagonista – volendo monopolizzare e strumentalizzare la manifestazione di oggi – ha fatto di tutto per escluderci? Così però i danneggiati non siamo solo noi, che veniamo privati delle nostre libertà costituzionali; ad essere danneggiata è la battaglia contro la stazione radio delle forze armate Usa, costruita in una riserva naturale a Niscemi, e i siciliani tutti”.