A fronte della pesantissima crisi che coinvolge tutto il sistema delle opere pubbliche nella Regione Siciliana e dell’ormai generalizzato arresto dei pagamenti alle imprese edili (1,5 miliardi), Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Sicilia, supportata da Ance nazionale, intende denunciare la gravissima situazione in atto, preannunciando le azioni pronte a scattare: sospendere tutti i cantieri in corso, circa 500 per oltre 40mila addetti che da novembre potranno essere messi in cassa integrazione.
I costruttori vogliono far valere le norme secondo cui “ciascun contraente può sospendere l’esecuzione della propria prestazione se le condizioni patrimoniali dell’altro sono divenute tali da porre in evidente pericolo il conseguimento della controprestazione“; invocare la causa di forza maggiore secondo cui “ogni forza del mondo esterno che determina in modo necessario ed inevitabile il comportamento del soggetto” è tale da consentire il fermo dei cantieri; chiedere lo stato di crisi del settore edile della Regione Siciliana, anche sulla base dei criteri per l’accesso al Fondo europeo Feg che sostiene i comparti industriali colpiti da eccezionali congiunture negative; promuovere di tutte le azioni atte a far dichiarare lo stato di dissesto della Regione, con conseguente commissariamento della stessa.


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